Salvare il Natale

Piano B per salvare il cenone: test rapidi e tamponi privati, COME FARE

Molti non si rassegnano all'idea di rinunciare alle riunioni di famiglia e vanno in cerca di possibili soluzioni.

Piano B per salvare il cenone: test rapidi e tamponi privati, COME FARE
04 Dicembre 2020 ore 08:40

Se Natale differente dovrà essere, gli italiani pensano già a soluzioni alternative “salva cenone”.

Il “Piano B” al momento più gettonato dagli stoici del cappone sarebbe quello di sottoporsi a tampone a ridosso dei festeggiamenti e autoisolarsi sino al momento di aggregazione familiare, in modo da ridurre al massimo la possibilità di contagiare nonni e parenti. E in aiuto potrebbero arrivare anche i test rapidi, di cui tanto si è parlato (ma poco – ad oggi – si è visto), che potrebbero semplificare le cose. Molti in ogni caso hanno deciso di portarsi avanti e prenotarsi in vista del cenone.

Il tampone classico privato

La prima opzione salva-feste potrebbe essere quella del classico tampone naso-faringeo. E’ possibile prenotarlo privatamente presso laboratori in tutta Italia. Il costo cambia da struttura a struttura, mediamente si aggira intorno agli 80 euro.

Tenete presente che il risultato del tampone fotografa esclusivamente l’istante in cui si è effettuato il test: sarebbe dunque necessario poi autoisolarsi fino al momento del congiungimento con i familiari per i festeggiamenti, se si vuole essere quasi certi di non rischiare di contagiare nessuno. Questo perché gli strumenti a disposizione attualmente contro il Covid non permettono di stabilire contesti di sicurezza assoluta.

Anche in questo caso ci sono delle regole, come quella di attendere almeno 48 ore dopo un contatto a rischio per sottoporsi al test. Nella sesta giornata dal contatto a rischio, ad esempio, andrebbe fatto un antigenico qualitativo e non un quantitativo, spiegano i medici. Ci sono insomma una serie di dettagli importanti che vanno rispettati per assicurarsi un risultato quanto più possibile attendibile.

E i test rapidi?

Il costo del classico tampone eseguito privatamente non potrà che scoraggiare una vasta fetta di cittadini; per questo motivo in molti puntano sui test rapidi per salvare il panettone.

Iniziamo a fare chiarezza sul loro livello di affidabilità. La modalità con cui rilevano la presenza del SARS-CoV-2 è quella di andare a caccia di una proteina tipica del virus, sempre attraverso un tampone naso faringeo. E’ acclarato che la loro sensibilità sia minore rispetto al classico tampone. Secondo il dottor Gigi Gronvall del Johns Hopkins Center for Health Security questi test avranno una certa percentuale di falsi negativi e falsi positivi, indipendentemente da dove viene realizzato. Incoraggia il fatto che il risultato è pressoché immediato: tra i 10 minuti e i 30. Il costo dipenderà dalle singole Regioni e farmacie (o ambulatori), sicuramente meno del tampone classico.

Problemi logistici

Ad oggi non è però l’affidabilità dei test rapidi il problema principe, bensì la possibilità di fruirne. Le Regioni hanno dato l’autorizzazione a eseguire i test rapidi ai Medici di Medicina Generale, agli ambulatori privati e alle farmacie, ma attualmente sono pochissime le farmacie che li effettuano in Italia: principalmente in Trentino e in Lazio. Insomma, la burocrazia non riesce a correre alla medesima velocità del virus.

Quatto semplici suggerimenti da seguire

  • AFFIDABILITA’. Se l’ obiettivo è impedire che persone infette partecipino all’incontro in famiglia va richiesto un tampone con alta sensibilità, al 90-95% per limitare il più possibile i falsi negativi.
  • ASINTOMATICI. Il limite è che se la carica virale è molto bassa il test non rileva il virus e il risultato. Una persona appena contagiata può risultare negativa al tampone rapido, ma in quel momento potrebbe essere già contagiosa.
  • QUANDO FARE IL TEST. Andrebbe fatto non prima di 48-72 ore dal sospetto contagio, ricordando comunque che non esistono certezze assolute: posso risultare negativo al test rapido, ma infettarmi nelle ore successive, prima dell’incontro familiare. Il test andrebbe quindi eseguito a ridosso dell’incontro famigliare, ma almeno 24 ore dopo un eventuale contatto a rischio.
  • CONCLUSIONE. Se proprio non volete rinunciare al pranzo di Natale, il modo più intelligente per non mettere a rischio i parenti che incontrerete resta ricostruire bene cosa avete fatto nei tre giorni precedenti (se siete rimasti isolati e non avete avuto contatti potenzialmente a rischio).

Il monito dell’immancabile professor Massimo Galli, direttore del Reparto malattie infettive dell’Ospedale Sacco di Milano:

“Sono anche così amareggiato, stanco di dover consolare l’inconsolabile, cioè quelle persone che sanno di aver portato l’infezione a casa, a genitori o nonni che magari sono andati all’altro mondo”.

Test rapidi in Lombardia: vince ancora il privato

Vediamo nel pratico quali sono le possibilità per i lombardi che desiderano sottoporsi ai test rapidi.

Iniziamo con il chiarire che nelle farmacie non è ancora possibile fruire di questo servizio e i pochissimi centri allestiti a carico del servizio nazionale – come per esempio quello di Appiano Gentile, che vede una serie di medici effettuare i test – sono riservati a coloro che presentano sintomatologia, sono entrati in contatto con pazienti positivi, oppure devono stabilire se sono ancora positivi dopo la quarantena.

Chi desidera quindi accedere al servizio lo può fare attraverso le cliniche private. I costi sono più contenuti rispetto al classico tampone molecolare; diversi laboratori privati offrono questo servizio al prezzo di 45 euro, garantendo il responso in tempi rapidi. Più contenuto il costo se ci si affida al Centro Santagostino: 30 euro per il test rapido con risultato entro 15-30 minuti e anche una spiegazione dettagliata rivolta a coloro che intendono fruire del servizio. Viene subito messo in chiaro, infatti, che questo genere di test è sensibile solo nella prima fase dell’infezione e per necessità più specifiche si consiglia il molecolare.

Test rapidi in Piemonte: tutte le opzioni

Anche in Piemonte un test rapido è facilmente prenotabile sui siti degli ambulatori privati ad un costo medio di circa 50 euro (in alcuni casi si specifica che l’età minima per effettuare un test di questo tipo è 8 anni). Inoltre: il Covid Test Point di Torino Airport è aperto dal lunedì alla domenica, dalle 9 alle 18. Qui, il tampone rapido antigenico ha un costo di 40 euro. Si tratta di un servizio dedicato alla cittadinanza pertanto fruibile anche dai non passeggeri previa prenotazione on line sulla piattaforma della Air Medical (non serve la prescrizione medica).

Ci sono poi gli hotspot come quello dell’Allianz Stadium: in questo caso, il cittadino che avrà necessità di effettuare un tampone dovrà prima rivolgersi al medico che dopo un primo screening telefonico deciderà se far sostenere il tampone rapido o quello molecolare. In caso di test rapido, il medico prenoterà il posto per il proprio paziente attraverso una piattaforma digitale e il diretto interessato potrà presentarsi in automobile al “Drive Trough Difesa” all’esterno dello Stadium. L’esito del tampone arriva in 15 minuti dall’effettuazione e in caso di positività si dovrà accedere a una nuova corsia dove si potrà effettuare il tampone molecolare.

Gli altri hotspot:

Novara (viale Roma 7), Vercelli (piastra ambulatoriale di largo Giusti 13), Borgosesia (presso l’ospedale), Nizza Monferrato (piazza Garibaldi 14), Omegna (via 4 Novembre 294), Orbassano (Polo didattico universitario, regione Gonzole 10), Avigliana (via Sant’Agostino 5), Carmagnola (piazza Manzoni 10), Cavagnolo (Palazzetto dello sport, via XXIV Maggio 35), Moncalieri (via Vittime di Bologna 20), Pinerolo (viale Grande Torino 7), Venaria Reale (via Don Sapino 152), Valenza Po (viale Santuario 76), Tortona (via Milazzo 1), Acqui Terme (via Alessandria 1m), Borgomanero (via Volontari del sangue, fronte parcheggio), MondovìSavigliano e Ponderano.

Mentre per quanto riguarda le farmacie, al momento il test rapido sembra sia effettuabile solo al Lingotto. La farmacia di via Nizza 354 rappresenta una eccezione perché dispone di un locale in più e si appoggia a una infermiera che 3 volte a settimana si occupa di effettuare i test ai clienti.

Mancando di una normativa chiara (che stabilisca le caratteristiche di eventuali spazi utilizzabili e la possibilità o meno di far fare dei corsi di formazione ai farmacisti) in Piemonte gli stessi farmacisti brancolano nel buio lamentando in primis la carenza di infermieri e di informazioni su come organizzarsi sia che si voglia dare la possibilità di usare i propri locali per effettuare i test, sia che si voglia dare la possibilità di prenotare il kit e la visita a domicilio a casa.

Test rapidi in Veneto: tra farmacie e Covid Point privato

Nella regione in cui si cerca di implementare lo screening tramite la “rivoluzione” dei test fai da te, la “corsa” al tampone rapido per “mettersi il cuore in pace” in vista delle feste entra nella fase calda. Proprio dai primi giorni di dicembre, infatti, grazie all’adesione di circa 500 iscritti a Federfarma, anche nelle farmacie venete sarà possibile eseguire gratuitamente (previa ricetta medica) i test rapidi. Senza dimenticare come, per i cittadini, la stessa opportunità si ha già presso i medici di base e negli ambulatori privati. Ma come funziona il tutto?

Se in farmacia voglio sottopormi al tampone previsto dal protocollo regionale (e dunque gratuito per il paziente) cosa devo fare? Abbiamo provato. Innanzitutto va detto subito che la prestazione viene erogata in regime convenzionato, dunque a carico della Regione che fornisce appunto alle farmacie aderenti i kit e le modalità di screening da utilizzare (sulla base del suddetto protocollo d’intesa). I tamponi non vengono ovviamente eseguiti in orario di lavoro normale, ma dopo la chiusura e in spazi appositi. Fondamentale, per chi vuole prenotarsi, l’essere in possesso della prescrizione del medico di famiglia. La prestazione sarà gratuita per l’utente (sarà poi la Regione stessa a rimborsare i farmacisti con una cifra tra i 15 e i 18 euro). Una volta prenotati e concordato giorno e orario, si andrà così in mano ad infermieri specializzati, ovvero liberi professionisti che magari già collaborano con la farmacia di turno, e che entro 15 minuti vi forniranno l’atteso responso.

Questo – è opportuno ribadirlo – vale nei casi in cui il paziente sia in possesso di prescrizione medica e acceda dunque al servizio, frutto di un protocollo regionale, gratuitamente. Ma in caso di particolare urgenza, a condizione di essere asintomatici, è possibile praticare la “scorciatoia” senza prescrizione: si contatta direttamente la farmacia, come abbiamo fatto, e ci si accorda su giorno e orario. In questo caso, ci sentiamo rispondere, la “prestazione costa però 55 euro per un singolo tampone”.

In Veneto, oltre alle farmacie, ci sono poi i Covid point istituiti in ogni provincia grazie alla collaborazione tra aziende sanitarie locali e comuni. Anche qui per chi vuole accedere è necessaria la prescrizione medica. Particolare infine il caso di un Covid Point privato, il primo del suo genere, attivato dallo scorso 23 novembre in provincia di Treviso, a Monastier. Un “valvola di sfogo” importante per soddisfare la “fame” di tamponi rapidi, anche questi con esito fornito in 15 minuti, ma a cui – ulteriore particolarità – si può accedere senza prenotazione (naturalmente però a pagamento). Il tutto si svolge al Presidio Ospedaliero “Giovanni XXIII” di Monastier, in uno spazio apposito collocato nell’area del parcheggio del Park Hotel Villa Fiorita. Il referto viene redatto dal Laboratorio di Microbiologia dello stesso presidio ospedaliero.

IN TOSCANA: Tamponi rapidi, in farmacia prenotazione e distribuzione per medici e pediatri di famiglia

Restano validi i comportamenti virtuosi

Per coloro che intendono quindi festeggiare in compagnia di persone non congiunte – nonostante questa pratica sia scoraggiata e il numero di partecipanti radunati debba mantenersi esiguo – è bene non rinunciare a distanziamento, mascherine e lavaggio delle mani, pur in possesso di un tampone negativo. Su questa possibile scorciatoia salva cenone, infatti, si è recentemente espresso anche l’infettivologo Matteo Bassetti che l’ha definita “fuorviante”, sconsigliandola caldamente.

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