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Seconda puntata

Ville e giardini

Alla scoperta delle dimore di delizia e dei loro suggestivi parchi in Lombardia e Toscana.

Ville e giardini
Turismo 08 Aprile 2021 ore 15:01

Proseguiamo il nostro viaggio alla scoperta delle tantissime e straordinarie ville e dei relativi giardini che le circondano, da visitare appena sarà possibile. Dopo le bellissime dimore di Piemonte e Liguria, in questo numero vi portiamo a conoscere quelle di Lombardia e Toscana.

Lombardia: spettacolo sui laghi, ma anche in città

Credo di non dover temere una smentita se dico che le più belle ville, con i relativi giardini, di tutta Lombardia si trovano sul Lago di Como: su entrambe le sponde e persino nel mezzo! Cominciamo da lì.

Le dimore del Lario

La sponda comasca del Lario è sicuramente una delle poche zone del pianeta dove si concentra un numero così alto di giardini straordinari, curati nei minimi particolari, con specie di piante provenienti da tutto il mondo, che arricchiscono o sono addirittura la parte più preziosa di ville da favola. Non per nulla, qui riposavano i giovani dell’aristocrazia europea e i letterati che nei secoli scorsi intraprendevano il Grand Tour alla scoperta delle bellezze dell’Europa.

Villa Carlotta a Tremezzina

Le più prestigiose si trovano a metà lago, a Tremezzina. Innanzitutto Villa Carlotta, da cui si godono incantevoli scorci sulla penisola di Bellagio. La costruzione fu iniziata intorno al 1690 dal banchiere milanese Giorgio Clerici e a lui si deve la costituzione del giardino all’italiana che fronteggia la villa, con scalee, balaustre e fontana. Nel 1795 la proprietà venne acquistata dall’imprenditore e collezionista Giambattista Sommariva, che fece della villa quello straordinario museo ancora oggi visitabile con opere di Canova, Hayez e Thorvaldsen: a lui si deve anche la trasformazione della zona collinare dietro l’edificio in parco romantico con grotte, sinuosi sentieri e improvvisi scorci prospettici. La principessa Marianna di Nassau l’acquisì nel 1843 e ne fece dono alla figlia Carlotta in occasione delle nozze con Giorgio di Sassonia-Meiningen: a questi si deve la formazione e lo sviluppo del giardino paesaggistico, ricco di essenze e varietà, assurto negli anni a fama internazionale. Il parco di villa Carlotta è celeberrimo per la stupefacente fioritura primaverile dei rododendri e delle azalee in oltre 150 varietà.

Non meno nota è Villa del Balbianello, collocata sulla romantica penisola di Lavedo, immersa in una vegetazione lussureggiante con ripide pareti di roccia a picco sulle acque. Oltre alla storica dimora costruita per volere del Cardinale Durini nel 1700 e ora proprietà del Fai, il complesso comprende la Loggia, la Casa del Custode, la Ghiacciaia, la Casa Bosco, la Serra e lo scenografico parco-giardino, con i viali alberati, le aiuole fiorite e i numerosi punti panoramici affacciati sul lago. Qui sono state registrate le scene di diversi film, tra cui “Un mese al lago” di John Irvin, “Star Wars: l’attacco dei cloni” di George Lucas e “Casino Royale” di Martin Campbell.

Villa Balbianello a Tremezzina

Prima di arrivare al capoluogo lariano, una sosta a Cernobbio per la visita a Villa Erba, conosciuta come “buen retiro” di Luchino Visconti e oggi sede di manifestazioni e congressi internazionali: all’interno del parco si può ammirare il piccolo giardino zen, opera del maestro giapponese Yasuo Kitayama.

A Como suggeriamo di percorrere il cosiddetto “Chilometro della conoscenza”. Si tratta di una straordinaria passeggiata naturalistica che riunisce 17 ettari di parchi secolari di rara bellezza e pregio paesaggistico. Si parte da Villa Olmo, la più importante tra le molte ville sette e ottocentesche che caratterizzano il bacino comasco del Lario, al cui parco romantico si accede attraversando due aperture laterali, al fianco della villa.

Passando tra cedri del Libano, ippocastani e platani si raggiunge il Ponte del chilometro, un ponte pedonale lungo 42 metri a un’unica campata che conduce alle Serre e a Villa del Grumello che ospitò illustri personaggi, tra cui Vincenzo Monti, Alessandro Volta e soprattutto Ugo Foscolo, le cui frequenti visite alla famiglia Giovio sono ricordate da un busto collocato nel giardino. Di particolare rilievo è il parco, da cui si hanno scorci bellissimi sul primo bacino del lago di Como e della città. Presenta numerose piante di pregio, come tassi, faggi, sequoie e un esemplare centenario di Ginko Biloba.

Il percorso dedicato a Paolo Celesia porta a Villa Sucota, sede della Fondazione Antonio Ratti: sono accessibili varie strutture della villa come il padiglione della musica, la limonaia, il belvedere e la serra.

Al centro del Lago di Como, a Bellagio, si trova la neoclassica Villa Melzi d’Eril con un parco particolarmente affascinante, frequentato assiduamente anche dal musicista Franz Liszt che qui si sarebbe ispirato per la sua celebre Sonata a Dante. Tra le piante più preziose ci sono Liriodendron tulipifera, cedri del Libano, faggi rossi, canfore, Ginkgo biloba.

Villa Monastero di Varenna

Sulla sponda lecchese, invece, si distinguono le nobili dimore di Varenna. Innanzitutto Villa Monastero, dove ha sede anche un Centro Convegni conosciuto a livello internazionale per le lezioni di fisica tenute nel 1954 dal Premio Nobel Enrico Fermi. La villa è circondata da un giardino ricco di specie botaniche particolari e rare, disposte in terrazzamenti, che si estende per quasi due chilometri lungo il fronte lago da Varenna a Fiumelatte: il percorso attraverso il parco consente di ammirare in quasi tutte le stagioni un’esplosione di colori, forme e profumi.

E poi Villa Cipressi, oggi trasformata in hotel, che propone uno straordinario giardino botanico realizzato con piante autoctone che hanno accompagnato nel tempo la storia del parco e che racconta la biodiversità di ogni area del Paese, un mix di architetture contemporanee e di giardini antichi.

Laghi, sempre protagonisti

C’è di che restare sbalorditi anche da quello che propone la sponda bresciana del Lago di Garda. Si pensi a quel che offre il Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera, quella che fu la “casa” di Gabriele D’Annunzio. L’ingresso monumentale, il teatro all’aperto che guarda sul lago, la casa-museo del poeta denominata “prioria” sono il biglietto da visita; e poi il grande parco con oggetti simbolici della sua vita come la nave militare Puglia, nel cui sottoscafo è stato allestito un museo che raccoglie alcuni preziosi modelli d’epoca di navi da guerra della collezione di Amedeo di Savoia, duca d’Aosta, e l’hangar che ospita il MAS 96 a bordo del quale d’Annunzio con Luigi Rizzo e Costanzo Ciano partecipò alla beffa di Buccari.

Vittoriale degli Italiani a Gardone Riviera

Sempre a Gardone, merita una visita il Giardino Botanico Andrè Heller, fondato nel 1903 su un terreno di circa diecimila metri da Arthur Hruska, dentista e botanico austriaco. Tra stagni giapponesi, ruscelli, cascate e una fitta foresta di bambù propone circa duemila esemplari botanici provenienti da molteplici luoghi, fra i quali gli acrocori dell’Oceania e varie piante dell’Himalaya, del Mato Grosso, dell’Africa, del Canada e del Giappone.

Più a sud è l’Isola del Garda a San Felice del Benaco, la più grande isola del lago che sembra abbia ospitato San Francesco, Sant’Antonio da Padova e persino Dante Alighieri che così la ricorda nel Canto XX dell’Inferno: «Loco è nel mezzo là dove ‘l trentino / pastore e quel di Brescia e ‘l veronese / segnar poria, s’e’ fesse quel cammino». Belle la villa, realizzata tra il 1894 e il 1901 in stile neogotico-veneziano che ricorda il Palazzo ducale di Venezia, e le sue terrazze sistemate a giardino all’italiana, con elaborati disegni di siepi e cespugli fioriti.

Dall’altra parte della regione non perdetevi la Rocca di Angera, soprattutto se avete dei bambini. Il maniero che domina il Lago Maggiore, infatti, ospita il Museo della bambola e del giocattolo che ripercorre la storia del gioco dal XVIII secolo. Ma molto interessanti sono anche altri ambienti della rocca, come la Sala di Giustizia che ospita il ciclo di affreschi, che narrano le vicende legate alla vita dell’arcivescovo Ottone Visconti, realizzato nel XIII secolo da un anonimo pittore denominato “Maestro di Angera”.

Villa Fogazzaro a Valsolda

Infine, anche se un po’ fuori dai circuiti soliti, consigliamo un salto a Oria di Valsolda, sulla parte italiana del Lago di Lugano, per visitare Villa Fogazzaro Roi, appartenuta allo scrittore Antonio Fogazzaro che qui trascorse lunghi periodi della sua vita: gli ambienti rievocano tuttora le descrizioni presenti in “Piccolo Mondo Antico”, il celebre romanzo pubblicato nel 1896. Presenta l’originario giardino coevo su tre terrazzamenti - di cui uno pensile - nel quale sono ancora visibili piante di olea fragrans e di ficus repens che avvolge i muretti e le balaustre, corrispondenti alle descrizioni del luogo illustrate nel celebre romanzo.

Esempi in città

Ricordiamo anche un paio di dimore cittadine che vale la pena mettere in agenda, come Villa Panza sul colle di Biumo a Varese. Oltre che essere nota per la sua collezione d’arte contemporanea con oltre 150 opere di artisti americani, ispirate ai temi della luce e del colore, peraltro armoniosamente accostata a preziosi arredi del XVI-XIX secolo ed esemplari di arte africana e precolombiana, Villa Panza presenta un secolare parco all’italiana di circa 33mila metri quadri, arricchito di tre grandi parterre alla francese, una serra e un caratteristico tempietto, da cui si possono godere delle suggestive viste della città di Varese.

Villa Panza

Nel cuore di Milano si trova, invece, Villa Necchi Campiglio, costruita negli anni Trenta del secolo scorso, immersa in un incantevole giardino corredato da campo da tennis e piscina, forse la prima costruita su terreno privato nel capoluogo lombardo. I diversi ambienti, caratterizzati da elementi di art déco, custodiscono importanti opere d’arte: da Tiepolo e Canaletto fino a Sironi, De Chirico, Martini, Picasso, Fontana, Modigliani, Matisse e altri.

Le ville di delizia

Sono davvero tante le residenze poste lontano dalla città in cui i nobili si ritiravano nei periodi di villeggiatura; ci limitiamo a citarne alcune.

Come Villa Carcano ad Anzano del Parco (CO), edificata a fine Settecento, in stile neoclassico, su progetto dell’architetto Leopoldo Pollack: si estende lungo i fianchi di una collina, con una vista incantevole sul lago di Alserio, sulle Grigne e sul Resegone. Offre un parco di oltre 40 ettari con edicole, un teatro di verzura, una ghiacciaia e un grande laghetto popolato da ninfee e da fauna selvatica, con due isolette e un promontorio attraversato da un tunnel, un tempo navigabile.

Villa Carcano ad Anzano del Parco

Villa Litta a Lainate (MI) è sicuramente tra le più note ville di delizia. Ideata verso il 1585 da Pirro I Visconti Borromeo, vide all’opera i più importanti artisti dell’epoca, tra cui i pittori Camillo Procaccini e Pier Francesco Mazzucchelli detto il Morazzone. La villa, che ha dei bellissimi giardini all’italiana con settecentesche fontane e un parco con 820 alberi di 56 specie, è famosa per il suo monumentale ninfeo, un “edificio di frescura” costituito da una successione di ambienti completamente decorati a mosaico di ciottoli bianchi, neri o dipinti a tempera, con grotte artificiali e giochi d’acqua ancora funzionanti.

Poco lontano, a Cesano Maderno (MB), si trova Palazzo Arese Borromeo, una costruzione in stile tardo-barocco lombardo di fronte alla quale si sviluppa un vasto giardino all’italiana che si estende su una superficie di circa 9 ettari. Qui si possono ammirare l’esedra con la scenografica fontana a gradoni, originariamente alimentata dalla Roggia Borromeo che incanalava l’acqua della Valsorda fino ai giochi d’acqua per proseguire nel giardino all’inglese, con un migliaio di esemplari arborei, tra cui si segnalano numerose piante secolari.

E non si può non ricordare la Villa Reale di Monza col suo parco, uno dei più vasti parchi storici europei e il maggiore tra quelli cintati da mura. Ideata dal Piermarini per l’imperatrice d’Austria Maria Teresa d’Asburgo quale residenza estiva per la corte arciducale del figlio Ferdinando d’Asburgo-Este, passò poi ai Savoia e fu teatro, il 29 luglio 1900, dell’assassinio di Umberto I da parte di Gaetano Bresci. Sul retro vi sono i Giardini Reali con il laghetto con grotta e il tempietto d’ispirazione classicista. E poi c’è, appunto, il parco che si estende per ben 688 ettari e che ospita al suo interno l’autodromo nazionale di Monza. Voluto da Eugenio di Beauharnais, figliastro di Napoleone e viceré del Regno d’Italia, comprende decine tra cascine, mulini e campi da gioco. Qui, nessuno si annoierà.

E per passeggiate singolari…

La Lombardia offre anche ambienti che, davvero, fanno immergere nel mondo dei fiori. Uno di questi è il Parco della Fondazione Minoprio, alle porte di Como. Il cuore è Villa Raimondi, realizzata nella seconda metà del Settecento e oggi sede degli uffici direzionali della Fondazione: alcune sale del piano terra presentano affreschi e pavimenti a mosaico. Di grande suggestione l’ala che degrada verso il fiume Seveso e introduce al giardino botanico, vasto sette ettari, dove sono raccolte oltre trecento essenze arboree principali e circa 1.600 arbusti e alberi minori, curati dagli allievi della Scuola di Floro Orto Frutticoltura. E poi le piante monumentali come una magnifica Magnolia Grandiflora, un Tiglio centenario e una bellissima Sophora Japonica Pendula. Da segnalare le suggestive serre di collezione: la tropicale e il giardino mediterraneo che, grazie alla loro esclusiva bellezza, sono stati utilizzati anche come set per ambientare trasmissioni televisive.

Fondazione Minoprio a Vertemate

Altrettanto singolare è il Crespi Bonsai Museum a Parabiago (Mi), che è stato il primo museo permanente al mondo di bonsai. Qui si può ammirare una preziosa collezione che comprende circa duecento opere, alberi che portano sulla loro corteccia i segni dei secoli trascorsi, vasi di grande pregio, fra cui spiccano contenitori per bonsai di epoca Qing, Tokugawa e Meij di eccezionale fattura, e libri antichi. Il pezzo più significativo della collezione è senz’altro il millenario Ficus retusa Linn, collocato al centro di una pagoda.

Quanto a particolarità, non è da meno il Rossini Art Site a Briosco (MB), un vero e proprio museo a cielo aperto. In un parco di oltre 10 ettari dove ci si può muovere liberamente sono installate opere dei più grandi astrattisti italiani come Turcato, Cascella, Consagra, Melotti, Munari, Pomodoro e Varisco, ma anche maestri internazionali del calibro di Arman, Cesar, Dietman, Nagasawa, Oppenheim, Spoerri, Tinguely.

Toscana: passeggiate insieme ai Medici e a… Pinocchio

Giardino di Boboli a Firenze, Fontana del Nettuno

Il più famoso parco della Toscana e non solo, è sicuramente il Giardino di Boboli a Firenze, realizzato tra il XVI e il XIX secolo dai Medici con successivi interventi degli Asburgo-Lorena e dei Savoia. Si estende dietro Palazzo Pitti ed è un vero e proprio museo all’aperto, per l’impostazione architettonico paesaggistica e per la collezione di sculture, che vanno dalle antichità romane al XX secolo. Tra laghetti, fontane, ninfei, tempietti e grotte si possono ammirare diverse opere d’arte come la statua dell’Abbondanza di Pietro Tacca in omaggio a Giovanna d’Austria, la Grotta Grande la cui costruzione si deve soprattutto a Bernardo Buontalenti, o il busto colossale di Giove olimpico, attribuito al Giambologna, in fondo al ramo del viale trasversale sinistro. Da non perdere la settecentesca Kaffeehaus, raro esempio di gusto rococò in Toscana, che permette di godere del panorama sulla città, e la Limonaia, ancora nell’originario color verde Lorena.

Alla prima fioritura di glicine è, invece, consigliata, sempre a Firenze, una visita al Giardino Bardini. Attraversare il pergolato ricoperto da questi grappoli violacei per raggiungere la Loggia del Belvedere da cui si può godere un singolare panorama su Firenze e su San Miniato al Monte è un’esperienza che non dimenticherete mai! Il giardino si estende sulla collina di Montecuccoli, un’ampia zona che va dalle pendici di piazzale Michelangelo fino all’Arno. Le parti più interessanti sono sicuramente la grande scalinata barocca, le sei fontane decorate da mosaici e un paio di grotte, una semplice, simile a una grotta naturale, e una più decorata, situata a valle, dall’aspetto eclettico, sormontata all’ingresso da un arco in laterizi.

Giardino Bardini a Firenze

Diverse ville si trovano nei dintorni del capoluogo toscano. A Fiesole c’è Villa Peyron al Bosco di Fontelucente, dai cui giardini si gode una spettacolare vista su Firenze. Presumibilmente costruita su rovine di epoca etrusca, è circondata da un rigoglioso bosco dal quale emergono i giardini all’italiana e una fonte cinquecentesca posta a monte della villa, che fornisce per caduta l’acqua necessaria al funzionamento delle numerose fontane e di un vasto laghetto.

Altrettanto belli sono i giardini di Villa Gamberaia a Settignano. La parte più significativa è posta nel lato sud dell’edificio dove si apre un meraviglioso parterre con quattro aiuole rettangolari d’acqua che terminano in un emiciclo-belvedere segnato da cipressi sagomati ad arco con un effetto scenografico simile a un settecentesco teatro di verzura.

Ci sono poi dei luoghi che si distinguono. Primo fra tutti (e farete la gioia dei vostri figli se li portate in visita) il Parco di Pinocchio che celebra la famosa fiaba ed è situato a Collodi, frazione di Pescia (PT). Si tratta di un parco tematico che consente di ripercorrere le vicende della fiaba all’interno di un percorso scandito da sculture e opere di grandi artisti del Novecento, come “Pinocchio e la fatina”, opera di Emilio Greco, che trovate all’ingresso del Parco, oppure “Il gatto e la volpe” di Pietro Consagra.

Villa Garzoni a Collodi

Lì vicino si trova Villa Garzoni con il suo storico giardino che si snoda tra vialetti, giochi d’acqua, fontane e statue raffiguranti dei e animali, con angoli suggestivi come il Labirinto, il Teatro di Verzura, il Viale dei Poveri affiancato da figure pittoresche e il caratteristico padiglione dei Bagnetti. Da non perdere la Butterfly House, un favoloso scrigno di cristallo che ospita un giardino tropicale animato dal volteggiare di migliaia di coloratissime farfalle e cinguettanti uccellini.

Così com’è sicuramente diversa dalle altre la visita alle Vigne di Petra, a Suvereto (LI), che sorgono praticamente davanti al paradiso dell’Arcipelago toscano con le isole Elba, Giglio, Giannutri e Capraia. Perché? Perché ti fa immergere nel mondo del vino. E non di un vino qualsiasi, ma del Bordeaux che sembra arrivato da queste parti grazie a Elisa Bonaparte, nominata da Napoleone principessa di questi luoghi. E per lei che, due secoli prima, aveva piantato cabernet-sauvignon e merlot, è stata ricreata la Vigna della Principessa a cui si è poi aggiunto il Giardino della Principessa Elisa, una collezione di erbe aromatiche che riprende fedelmente il disegno dell’originale, su un terrazzamento panoramico adiacente alla cantina. Già, la cantina: perché è lei il clou di questo straordinario posto. Edificata tra il 2001 e il 2003 su progetto dell’architetto svizzero Mario Botta, occupa un’area di circa 7.200 metri quadrati e si presenta come una struttura avveniristica che rimanda alle antiche residenze della campagna toscana: un cilindro sezionato da un piano inclinato, in cui si inserisce la vegetazione, circondato ai margini da due ali laterali schermate da lunghi porticati. Che dire per concludere? Cin-cin!