Messa alla berlina

Non buttate dalla rupe la candidata per un tatuaggio (anche se delle SS)

A Valenza Po il tragicomico caso di un'aspirante sindaca, vittima del proprio passato.

Non buttate dalla rupe la candidata per un tatuaggio (anche se delle SS)
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Dobbiamo considerare irrecuperabile a vita una che sul petto, proprio sotto il collo, come una collana, si fa tatuare il simbolo delle SS naziste, oppure c'è la possibilità di riabilitarla? Perché il punto sta esattamente qui nella tragicomica vicenda di Valenza, provincia di Alessandria, dove il 20 e 21 settembre i cittadini saranno chiamati a rinnovare il Consiglio comunale e dove una candidata a sindaco, Sabrina Deambrogi, è stata messa alla berlina.

la candidata a sindaco e il tatuaggio delle SS

Legittimo lo scoop di un'emittente locale che ha ripescato dal passato la foto incriminata. Del resto, colpa della 32enne che l'aveva lasciato sui social... Però il punto è che quel tatuaggio l'aveva cancellato già tempo fa. Non solo, quando è scoppiato il bubbone, Deambrogi ha pure fatto pulizia su Facebook, di quella e altre immagini.

Di più, ha ammesso di esser stata un tempo invaghita dall'estrema Destra, in una lunga lettera però ha anche spiegato di non essere più vicina a quelle idee. E per rafforzare il concetto, arrivando quasi a umiliarsi come nella lettera a Savonarola di Benigni e Troisi in Non ci resta che piangere ("Con la nostra faccia sotto ai tuoi piedi"), ha addirittura annunciato di voler rinunciare al posto di consigliere nel caso dovesse ottenere i voti sufficienti a essere eletta alle Comunali.

Prima il caso delle poliziotte allontanate

In questa strana estate, fra le tante stranezze non sono mancati neppure i tatuaggi... Ora il caso "politico", ma prima alla ribalta erano salite tre aspiranti poliziotte che hanno dovuto rinunciare al loro sogno solo perché è saltato fuori che da giovani avevano un tatuaggio (pure in questo caso cancellato da tempo). Ora, ma se ci indigniamo perché è palesemente stupida la tetragona regola della Polizia che arriva a escludere qualcuno per un tatuaggio neppure visibile - a maggior ragione se per altro non c'è più - non possiamo gettare dalla rupe tarpea nemmeno la candidata alessandrina.

Non siamo in Texas e la sedia elettrica ormai per fortuna non la vediamo più nemmeno nei film americani, per altro l'aspetto rieducativo è ben sottolineato anche nella nostra Costituzione per quanto riguarda la pena... figuriamoci se possiamo metterla giù dura per un disegno sulla pelle, per quanto spiacevole possa essere, invece di valutare una persona per quello che dice, oggi:

"Gli ultimi mesi hanno segnato per me una rinascita, coincidendo con la volontà di smarcarmi ed allontanarmi dalle posizioni estremiste che ho sostenuto in passato e con la volontà di dedicarmi alla città che mi ha cresciuto, anche tramite opere di volontariato (ho collaborato con le associazioni Cuore di Zampa e Salviamo il nostro verde)", ha scritto Deambrogi.

 

Diversi naturalmente i casi di apologia, come l'ultimo registrato in provincia di Mantova: Elezioni 2020 Mantova: Fabrizio Bonatti candidato di Forza Italia in un fotomontaggio con Mussolini

 

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