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Gli Agricoltori Autonomi Italiani chiedono la revoca del Quaderno di Campagna Informatizzato

Gli Agricoltori Autonomi Italiani: "I tempi di risposta di amministrazioni e governo sono troppo lunghi, molte aziende hanno bisogno risposte immediate"

Gli Agricoltori Autonomi Italiani chiedono la revoca del Quaderno di Campagna Informatizzato
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Ad un anno dalla nascita dell'associazione, gli Agricoltori Autonomi Italiani hanno deciso di intraprendere un'altra strada più incisiva, avanzando un'istanza di autotutela.

La richiesta degli Agricoltori Autonomi Italiani

Il prossimo 19 marzo si terrà a Roma un appuntamento di confronto al quale parteciperanno numerosi Sindaci, una folta delegazione di rappresentanti di tutti i movimenti degli agricoltori e dei pescatori e le associazioni dei consumatori con l’obiettivo di proseguire nel fondamentale impegno rivolto alla salvaguardia del settore agricolo, del territorio, del reddito delle imprese e della tutela del consumatore con tematiche di rilevanza strategica per il settore: la grave crisi di liquidità che affligge le imprese agricole, la concorrenza sleale esercitata da paesi extraeuropei e la necessità di garantire un’effettiva tracciabilità del vero Made in Italy.

Gli Agricoltori Autonomi Italiani ritengono imprescindibile che, oltre a tali questioni, "venga esaminato anche il problema dell’eccessivo carico burocratico, il quale costituisce un ostacolo insostenibile per le aziende agricole, rallentandone l’operatività e accrescendone gli oneri gestionali".
A tal proposito, hanno ufficialmente avanzato un’Istanza di autotutela al Ministro dell’Agricoltura Lollobrigida e ad AGEA, "con la richiesta di revoca della circolare AGEA Coordinamento n. 21371 del 14 marzo 2024, relativa all’introduzione del quaderno di campagna informatizzato e delle relative istruzioni operative circolare n. 58 del 20 maggio 2024, ritenendola non coerente con gli obbiettivi comunitari".

"Tale normativa impone un’onerosità sproporzionata nella raccolta di dati, eccedendo quanto stabilito dalle direttive europee e risultando in aperto contrasto con la Dichiarazione di Budapest dell’8 novembre 2024, sottoscritta da tutti i capi di Stato europei, che sancisce la riduzione del carico burocratico del 25% entro il primo semestre del 2025. - spiegano gli Agricoltori Autonomi -  Non si intende in alcun modo mettere in discussione la necessità di controlli rigorosi, soprattutto se volti alla tutela della sicurezza alimentare e alla salvaguardia ambientale. Tuttavia, l’ingente mole di dati richiesti da Agea, non previsti dalla legislazione europea, rappresenta un ulteriore aggravio per le imprese, traducendosi in un incremento dei costi operativi e in una significativa sottrazione di tempo destinato all’attività produttiva, senza trascurare il maggior rischio di incorrere in sanzioni amministrative".

Gli Agricoltori Autonomi Italiani sollecitano "interventi tempestivi e risolutivi volti a ridurre l’oppressione burocratica gravante sulle aziende agricole, così da consentire all’agricoltura italiana di continuare a rappresentare un pilastro essenziale del sistema economico nazionale, preservando e valorizzando la qualità, la sicurezza e la sostenibilità del Made in Italy".

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