La crisi

Terme di Acqui, Uiltucs Uil: “Dipendenti licenziate in tronco e senza preavviso”

Il sindacato annuncia: " Non escludiamo picchetti o manifestazioni sul territorio"

Terme di Acqui, Uiltucs Uil: “Dipendenti licenziate in tronco e senza preavviso”

Feste natalizie amare per le dipendenti delle Terme di Acqui licenziate in tronco, senza preavviso.

Dipendenti delle Terme licenziate in tronco

Come segnalato dalla segreteria del sindacato Uiltucs Uil, il licenziamento è stato comunicato alle dipendenti con “una raccomandata firmata dal Procuratore Speciale dott. Riccardo Gallo”. Una notizia che “colpisce il cuore della comunità acquese”.

“Da tempo seguiamo una trattativa tra il Comune e Alessandro Patter sul futuro delle Terme, la diatriba sulle concessioni delle acque e la proposta, rifiutata, di traghettare il passaggio dei lavoratori nel percorso alla una nuova “gestione delle acque”. Salvaguardare il lavoro e la professionalità sarebbe stato un atto dovuto nei confronti di dipendenti che hanno dato la propria vita lavorativa in questa importante azienda”. – spiega Maura Settimo, segreteria Uiltucs Alessandria.

“Si è deciso, invece, di percorrere la strada più semplice: licenziare i dipendenti. Come UILTUCS abbiamo già intrapreso un colloquio, al momento informale, con l’Amministrazione Comunale e chiederemo un incontro urgente congiunto chiedendo anche il coinvolgimento del Governatore della Regione Piemonte Alberto Cirio che ha già dimostrato, una particolare attenzione in merito alla vicenda. – continua – Chiederemo un intervento straordinario di tutti i rappresentanti della politica locale che hanno a cuore le sorti dei lavoratori e delle loro famiglie. L’intera Provincia di Alessandria è colpita. Oggi le dipendenti sono particolarmente amareggiate e si sentono abbandonate da un’Azienda che da sempre ha considerato la loro professionalità e anzianità di servizio come un peso economico e mai un valore aggiunto”.

“Oggi la Società ha voluto concludere la “gestione” delle Terme coerentemente con il poco rispetto che ha caratterizzato questi anni di menagement che hanno portato alla demolizione di un patrimonio di inestimabile valore. – aggiunge Settimo – Ora le domande sono molte:
Ci chiediamo infatti, perché non si sia accettata la proroga? Perché non si siano messi in sicurezza i lavoratori? Perché si scelta la strada dei licenziamenti. Perché le Organizzazioni Sindacali non sono state convocate? Tutte domande che meritano una risposta immediata da parte di tutti i soggetti coinvolti in questa vicenda che vede le lavoratatrici e i lavoratori tormentati da anni. Nel frattempo abbiamo attivato il nostro ufficio legale per la tutela dei dipendenti oltre a mettere in campo ogni azione che possa riportare l’attenzione sulla vicenda. Non escludiamo, infatti, picchetti o manifestazioni sul territorio”.