I Carabinieri della Compagnia di Novi Ligure hanno portato a termine un’articolata indagine per smantellare un gruppo dedito dell’usura e dello spaccio di droga nel novese, dando esecuzione a cinque ordinanze di custodia cautelare, tre in carcere e due agli arresti domiciliari.
Smantellano clan dell’usura e della droga
L’attività investigativa, denominata “Dalton”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Alessandria, ha permesso di ricostruire un biennio di sistematiche illegalità, tra il 2024 e il 2025, operate da un’organizzazione al cui vertice c’è un 50enne, soggetto già gravato da precedenti specifici e in carcere dal 2018.
Nonostante la reclusione, l’uomo manteneva la direzione operativa del sodalizio attraverso l’impiego di telefoni cellulari introdotti clandestinamente in carcere, impartendo direttive alla moglie e alla figlia. Le due donne, sfruttando lo spessore criminale della famiglia, hanno portato avanti le attività di usura avvalendosi di altri due complici, incaricati di eseguire materialmente le operazioni di riscossione e le spedizioni punitive.
Le indagini dei Carabinieri – sviluppate mediante pedinamenti, appostamenti e sofisticate attività di captazione video-fotografica – hanno portato al sequestro di “libri contabili”, all’interno dei quali sono censite almeno 30 vittime, persone in gravi difficoltà economiche costrette ad accettare prestiti con tassi d’interesse superiori al 30% e destinati a lievitare vertiginosamente in poche settimane.
Il mancato rispetto delle scadenze innescava l’applicazione di pesanti penali e, nei casi di insolvenza, l’uso della violenza fisica. I Carabinieri hanno documentato diversi episodi di aggressioni e pestaggi, finalizzati a consolidare il clima di intimidazione e a scoraggiare eventuali denunce.
I flussi di denaro illecito accertati superano i 100mila euro. Durante le operazioni di perquisizione, i Carabinieri hanno rivenuto 12mila euro in contanti e tre carte di pagamento intestate a terzi, utilizzate dal clan per rendere non tracciabili le transazioni e schermare il patrimonio accumulato.
Per garantire la liquidità necessaria ad alimentare i prestiti usurari, la banda ha gestito parallelamente un canale di traffico di stupefacenti, in particolare all’interno delle strutture carcerarie, simulando colloqui con amici detenuti. L’attività dei Carabinieri ha consentito di intercettare e bloccare la cessione di oltre 300 grammi di sostanza prima che potesse varcare le soglie degli istituti di pena.