sanità

Indennità Pronto Soccorso e 118, Cse Sanità: “Un accordo che divide, esclude e manca di trasparenza”

Cse Sanità sull'accordo regionale sull’indennità per il personale dei Pronto Soccorso e del 118

Indennità Pronto Soccorso e 118, Cse Sanità: “Un accordo che divide, esclude e manca di trasparenza”

CSE Sanità esprime la propria contrarietà all’accordo regionale sull’indennità per il personale dei Pronto Soccorso e del 118, sottoscritto da Nursind, Nursing Up, CISL FP e Fials.

CSE Sanità sull’accordo regionale

Un accordo che, secondo CSE Sanità, “pur disponendo risorse significative, introduce una differenziazione economica ingiustificata tra lavoratori che operano nello stesso contesto ad altissima criticità, determinando di fatto lavoratori di serie A e lavoratori di serie B”.

“La previsione di 500 euro mensili per gli infermieri e di 250 euro mensili per OSS, tecnici di radiologia, personale amministrativo e altre figure professionali non trova fondamento nel contesto lavorativo, che è identico per tutti in termini di carico emotivo, rischio, complessità organizzativa e responsabilità. Ancora più grave è l’esclusione di interi servizi che operano quotidianamente nell’emergenza-urgenza, tra cui gli operatori dei CAU collegati al 116117 e  il personale dei SEST, figure essenziali nella gestione dei flussi e nella tenuta complessiva del sistema sanitario territoriale”.

CSE Sanità ritiene inoltre “inaccettabile che un accordo di tale portata non sia pubblico, né facilmente consultabile, configurando una modalità operativa che compromette la trasparenza amministrativa e il diritto all’informazione dei lavoratori coinvolti. A ciò si aggiunge un quadro strutturale fortemente critico: nel 2026, a ridosso della conclusione del PNRR, gli obiettivi dichiarati  dalla Regione Piemonte risultano ancora largamente disattesi. Case della Salute e Ospedali di Comunità non pienamente operativi, mancata eliminazione dei medici gettonisti, assenza di un reale incremento di personale e neppure la copertura del turn over continuano a pesare sul sistema”.

“Non si può continuare a parlare di valorizzazione del personale sanitario e poi introdurre accordi che creano disparità tra lavoratori che operano fianco a fianco nello stesso contesto di emergenza – dichiara Stefania Gallo, Coordinatrice regionale  CSE Sanità Piemonte – Il riconoscimento economico deve essere legato al luogo e alle condizioni di lavoro, non alla singola qualifica. Tutti contribuiscono alla tenuta del Pronto Soccorso e tutti devono essere considerati”.

CSE Sanità chiede: il superamento delle disparità economiche previste dall’accordo; l’estensione dell’indennità a tutte le figure coinvolte nell’emergenza-urgenza, senza esclusioni; la pubblicazione integrale e immediata dell’accordo; l’apertura di un confronto sindacale serio, trasparente e inclusivo.