Il gruppo consiliare della Lega ha annunciato che nel prossimo Consiglio Comunale chiederà una comunicazione urgente al Sindaco in merito alla vicenda della Casa delle Donne TFQ in via San Giovanni Bosco 28.
La Lega sulla Casa delle Donne
Per la Lega, il punto centrale non è soltanto la chiusura formale del Centro d’incontro comunale, ma ciò che è avvenuto immediatamente dopo: “Alla chiusura del Centro è infatti seguita la riassegnazione degli stessi locali, attraverso un Patto di collaborazione della durata di nove anni, che si pone in continuità diretta con il progetto originario. – spiegano – Una continuità che solleva interrogativi seri, anche perché fin dall’apertura del Centro d’incontro erano state segnalate situazioni non consone, sotto il profilo dell’utilizzo degli spazi pubblici e delle attività svolte, segnalazioni che non possono oggi essere ignorate”.
I consiglieri della Lega chiedono innanzitutto “di conoscere le motivazioni istruttorie che hanno portato alla chiusura del Centro d’incontro comunale: se esistevano criticità tali da giustificare la chiusura di un servizio comunale, è legittimo domandarsi come sia stato possibile riassegnare immediatamente gli stessi spazi, mantenendo di fatto la continuità progettuale”.
“Dalla documentazione emerge inoltre che il nuovo Patto ribadisce il collegamento con il movimento Non Una Di Meno e si propone come ‘serbatoio di produzione politica e culturale’. Elementi che rafforzano la necessità di una valutazione politica trasparente, che non può essere elusa attraverso atti amministrativi adottati senza un confronto in Consiglio Comunale. Questa vicenda impone una riflessione seria e responsabile sull’occupazione e sull’utilizzo degli spazi pubblici, sul ruolo dell’Amministrazione nel garantirne un uso conforme alle finalità istituzionali e sul rispetto delle prerogative del Consiglio Comunale. Non è accettabile che si chiuda formalmente un Centro per poi riproporne lo stesso impianto sotto altra forma, senza chiarire prima le criticità emerse e senza un dibattito pubblico e istituzionale adeguato”.