Intanto a Castelletto d’Orba, in vista delle prossime elezioni, si stanno formando le liste che si sfideranno per le prossime elezioni. Chi sarà eletto dovrà affrontare problemi vecchi e nuovi.
La posizione della Polisportiva
La Polisportiva Castellettese ha chiarito, in un comunicato, la sua posizione in merito ad una vicenda legata al palazzetto di Regione Castelvero, recentemente divenuto oggetto di cronaca dopo il terremoto politico che ha causato la caduta della Giunta Comunale.
A farne le spese sono stati circa 120 bambini e adolescenti atleti, ai quali è stata negata la possibilità di svolgere attività sportiva a Castelletto d’Orba. Per la sezione di Ju Jitsu è stato possibile, individuare soluzioni alternative, spostando gli allenamenti in un altre strutture in paesi limitrofi, avviando una nuova società sportiva e abbandonando definitivamente la Polisportiva Castellettese.
Ben diversa è la situazione della sezione di pattinaggio artistico, attività che può essere svolta esclusivamente all’interno di un pattinodromo. Gli atleti sono stati costretti a ripiegare sull’utilizzo della struttura di Predosa, concessa grazie alla disponibilità della Proloco e del Comune, seppur non idonea per l’attività agonistica. Una soluzione indispensabile, senza la quale la sezione pattinaggio avrebbe perso tutti gli atleti e sarebbe stata costretta a chiudere l’attività. In questo contesto si desidera ringraziare sentitamente le famiglie che, nonostante le difficoltà e i disagi, hanno continuato a riporre fiducia nella polisportiva. Una scelta particolarmente penalizzante se si considera che la sezione pattinaggio, che ha festeggiato trent’anni di attività lo scorso anno, rappresenta un’eccellenza sportiva: grazie alla professionalità degli allenatori, ha portato negli anni atleti sul podio nazionale ed europeo.
Questa situazione ha messo a dura prova le famiglie, costrette a sostenere costi imprevisti e a percorrere quotidianamente diversi chilometri; gli allenatori, regolarmente contrattualizzati, che si trovano senza certezze occupazionali; e soprattutto gli atleti, obbligati ad allenarsi su una pista non idonea per dimensioni e caratteristiche, compromettendo di fatto l’intera stagione sportiva.
A oltre 130 giorni dalla chiusura del pattinodromo, gli amministratori della Polisportiva, le famiglie e tutti coloro che hanno a cuore questa realtà continuano a chiedersi perché non sia stata individuata alcuna soluzione equilibrata e condivisa. Con il trascorrere del tempo appare sempre più evidente che la mancata riapertura non sia il risultato di un’impossibilità tecnica oggettiva, bensì di un atteggiamento deliberatamente ostruzionistico da parte delle strutture tecniche comunali, che hanno esercitato la propria autorità in modo rigido, sproporzionato e privo di qualsiasi volontà risolutiva. Le competenze tecniche, che dovrebbero essere finalizzate a individuare soluzioni nel rispetto delle norme, sono state di fatto utilizzate come strumento di interdizione, respingendo o eludendo sistematicamente ogni proposta avanzata dalla Polisportiva, comprese richieste di deroghe temporanee o soluzioni transitorie pienamente sostenibili.
Appare infatti evidente come l’Ufficio Tecnico comunale non abbia voluto, o saputo, ricercare soluzioni alternative per consentire la ripresa dell’attività del Pattinaggio Castellettese, a differenza di quanto invece avvenuto per la società sportiva del paese limitrofo, la Capriatese (con la quale vi sono rapporti positivi e collaborativi), senza prendere in considerazione alcuna deroga o soluzione transitoria per gli atleti del pattinaggio, realtà sportiva storica e profondamente radicata nel territorio comunale. Tale disparità di trattamento lascia inevitabilmente intendere che il pattinaggio sia stato considerato uno sport “minore”, nonostante si tratti di una disciplina pienamente riconosciuta a livello nazionale dal CONI, con attività agonistiche strutturate, regolamenti federali, competizioni ufficiali e un importante valore educativo, tecnico e sociale, al pari di qualsiasi altro sport federato.
Gli atleti e le famiglie rivolgono infine un appello al Commissario Prefettizio affinché tenga conto delle gravi difficoltà subite e si attivi nel più breve tempo possibile per consentire la ripresa degli allenamenti all’interno del pattinodromo. L’imminente campionato nazionale rischia infatti di essere affrontato senza adeguata preparazione, compromettendo anni di lavoro, sacrifici e risultati sportivi.