La replica

La Casa delle Donne al centrodestra: “Attaccare un centro antivolenza è una scelta vergognosa”

La risposta delle attiviste della Casa delle Donne e del Centro Antiviolenza Marielle Franco ai consiglieri di centrodestra

La Casa delle Donne al centrodestra: “Attaccare un centro antivolenza è una scelta vergognosa”

La Casa delle Donne e il Centro Antiviolenza Marielle Franco rispondono al centrodestra alessandrino che, nella giornata di ieri, ha depositato una formale richiesta di verifica e di attivazione dei poteri di autotutela in merito all’iter che ha portato all’assegnazione dell’immobile comunale ex Mensa Guala.

La risposta della Casa delle Donne

“C’è un limite che è stato superato. E c’è una parola che descrive quello che sta accadendo: accanimento. Accanimento ideologico contro uno spazio che ospita un Centro Antiviolenza. Mentre una ragazza di 17 anni viene uccisa, mentre questa comunità è scossa da un femminicidio che mette a nudo l’assenza di prevenzione, di educazione sessuo-affettiva, di presidi antiviolenza e servizi territoriali, alcuni consiglieri comunali di Alessandria hanno scelto deliberatamente di rilanciare l’offensiva contro la Casa delle Donne. È una scelta. Ed è una scelta vergognosa“, commentano le attiviste.

“La Casa delle Donne è un luogo reale. È attraversata ogni giorno da donne che hanno incontrato la violenza di genere, ma anche da chi frequenta la scuola di italiano, da chi partecipa ai corsi in palestra per sperimentare una relazione positiva con il proprio corpo, da chi prende parte agli incontri e ai percorsi di formazione, da chi sente il bisogno di una cultura trasformativa, di parole nuove, di relazioni diverse.È uno spazio necessario e abitato, che risponde a bisogni concreti e profondi. Qui esiste un Centro Antiviolenza che lavora su ascolto, protezione, autonomia, prevenzione.  Lo abbiamo raccontato pubblicamente meno di un mese fa, presentando il resoconto delle nostre attività: donne vere, storie vere, percorsi veri”.

“Continuare ad attaccare questo spazio oggi, dopo chiarimenti istituzionali già forniti, significa una cosa sola: tentare di delegittimare e indebolire un presidio antiviolenza.
E farlo, nel momento in cui la violenza maschile esplode con tutta la sua brutalità, è un atto politicamente irresponsabile. Non c’è questione amministrativa che possa mascherare il messaggio preciso che questa operazione manda. Mentre mancano centri antiviolenza sul territorio, mentre quelli che ci sono arrancano per l’assenza di risorse continuative, mentre le scuole restano senza educazione sessuo-affettiva e strumenti di prevenzione, si colpisce chi fa esattamente il lavoro che le istituzioni non fanno. Ed è qui che l’accusa becera di “propaganda politica” mostra tutta la sua pochezza.
Come se l’ascolto delle donne, i percorsi di autodeterminazione e di uscita dalla violenza, l’educazione al consenso fossero un’opinione.No, non facciamo propaganda.
Ma sì, facciamo politica.
Perché lottare contro la violenza di genere è il gesto politico più urgente e necessario che si possa fare oggi. E allora ringraziamo chi lo fa con noi, ogni giorno:le insegnanti della scuola di italiano, le istruttrici dei corsi della palestra A.B.A.B., le ospiti del ciclo di incontri Crescere senza stereotipi,
tutte le persone che attraversano la Casa delle Donne per confrontarsi, imparare, mettersi in discussione, trasformare”.