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Liste d’attesa: il modello Piemonte tra numeri, priorità e percorsi di tutela

A Filo Diretto il tema delle liste d’attesa in sanità, con particolare riferimento alla Regione Piemonte e all’ASL di Alessandria

Liste d’attesa: il modello Piemonte tra numeri, priorità e percorsi di tutela

La riduzione delle liste d’attesa passa da un’organizzazione più efficiente, dall’aumento delle prestazioni e da una gestione attenta dei bisogni reali dei cittadini. Ne abbiamo parlato con Francesco Marchitelli, direttore generale dell’Asl Al.

Liste d’attesa in Piemonte

Il tema delle liste d’attesa continua a essere una delle principali preoccupazioni per i cittadini, ma il quadro che emerge dal sistema sanitario piemontese è più articolato di quanto spesso si percepisca. In Piemonte, e in particolare all’ASL di Alessandria, le prestazioni urgenti e a breve termine risultano nella quasi totalità dei casi garantite, grazie a un sistema di priorità ben definito e a percorsi di tutela attivabili dai cittadini.

Negli ultimi anni la Regione ha affrontato il problema con un piano strutturato, intensificando l’offerta sanitaria attraverso attività serali e nei fine settimana. Un impegno che ha portato a centinaia di migliaia di prestazioni aggiuntive a livello regionale, con un contributo rilevante anche dal territorio alessandrino. Visite specialistiche ed esami diagnostici sono stati potenziati per rispondere a una domanda cresciuta dopo la pandemia.

Accanto all’aumento dell’offerta, il sistema lavora anche sul governo della domanda, contrastando l’inappropriatezza prescrittiva. Esami e visite non necessari, oltre a non portare benefici clinici, rischiano infatti di rallentare l’accesso alle cure per chi ne ha realmente bisogno. In questo equilibrio tra quantità, qualità e appropriatezza si gioca la vera sfida della sanità pubblica, chiamata a garantire risposte tempestive senza rinunciare alla sostenibilità.

Sanità senza gettonisti

Uno degli aspetti più significativi emersi è la scelta di ridurre il ricorso ai cosiddetti medici “gettonisti”, privilegiando invece il personale strutturato. Una decisione che mira a garantire maggiore continuità assistenziale, lavoro di squadra e conoscenza approfondita del contesto clinico e organizzativo.

Le prestazioni aggiuntive, svolte al di fuori dell’orario ordinario, vengono effettuate su base esclusivamente volontaria e retribuita. Questo approccio tutela i professionisti dal rischio di sovraccarico e riconosce il valore del loro impegno, evitando imposizioni e mantenendo un equilibrio tra vita lavorativa e personale. Ogni prestazione in più rappresenta anche un investimento in esperienza e competenze, che si traduce in un miglioramento complessivo del servizio.

La valorizzazione del personale passa inoltre dalla riduzione della frammentazione: meno professionisti esterni, più presenza stabile e integrata. Un modello che rafforza la qualità delle cure e consolida il ruolo della sanità pubblica come patrimonio collettivo, fondato sulle persone prima ancora che sulle strutture.

Ricerca, università e qualità della vita

In un contesto nazionale segnato dalla carenza di personale sanitario, l’ASL di Alessandria punta su un modello integrato che unisce assistenza, ricerca e formazione universitaria. La presenza dell’Azienda Ospedaliera Universitaria e dell’IRCCS consente di portare la ricerca direttamente al letto del paziente, offrendo ai professionisti un ambiente stimolante e orientato all’innovazione.

L’integrazione tra sanità e università crea percorsi di crescita che vanno oltre l’aspetto economico, favorendo lo sviluppo professionale e la possibilità di costruire una carriera anche nel campo della ricerca. A questo si affianca una strategia comunicativa che valorizza il territorio, la qualità della vita e le eccellenze locali, elementi sempre più determinanti nelle scelte lavorative delle nuove generazioni.

Raccontare il sistema sanitario non solo come luogo di lavoro, ma come parte di una comunità viva e attrattiva, diventa così uno strumento fondamentale per rafforzare il futuro della sanità pubblica e garantire continuità e qualità dei servizi ai cittadini.