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Marzo Donna, Alessandria celebra l’8 marzo con 59 eventi in città

Ad Alessandria non una sola giornata, ma quasi due mesi di iniziative per parlare di diritti, lavoro e ruolo delle donne nella società

Marzo Donna, Alessandria celebra l’8 marzo con 59 eventi in città

Ad Alessandria due mesi di incontri, cultura e riflessione per promuovere parità e partecipazione. Ne parliamo con Roberta Cazzulo, assessore alle Politiche Sociali e Pari Opportunità.

Torna “Marzo Donna”

Ad Alessandria torna “Marzo Donna”, il calendario di eventi promosso dal Comune che quest’anno festeggia la sua ventiduesima edizione. Il programma è particolarmente ricco: 59 appuntamenti, iniziati a fine febbraio e destinati a proseguire fino alla seconda metà di aprile. L’obiettivo è trasformare la Giornata internazionale della donna in un percorso più ampio di confronto e partecipazione che coinvolga l’intera comunità.

Negli anni l’iniziativa è cresciuta fino a diventare un punto di riferimento per il territorio. Se in origine il progetto era legato principalmente alla Consulta pari opportunità, oggi il calendario si è aperto a numerose realtà associative e culturali della città.

Il risultato è una proposta molto variegata che comprende incontri culturali, presentazioni di libri, serate musicali, momenti conviviali nei centri incontro comunali e appuntamenti di sensibilizzazione su temi sociali.

Tra gli eventi più attesi c’è l’installazione urbana prevista l’8 marzo in piazza della Libertà, firmata dall’artista Lidia Mendez. L’opera si inserisce nel percorso di riflessione contro la violenza sulle donne, già affrontato in passato dall’artista con interventi simbolici nello spazio pubblico.

Il calendario include anche incontri dedicati alla salute femminile e momenti di approfondimento sul ruolo delle donne nei conflitti contemporanei, un tema scelto per ricordare come le figure femminili siano spesso protagoniste di percorsi di pace e ricostruzione sociale.

L’intento dell’amministrazione è chiaro: non limitarsi alla celebrazione simbolica dell’8 marzo, ma promuovere una cultura diffusa della parità, capace di coinvolgere donne e uomini in un percorso condiviso di consapevolezza.

Lavoro e parità di genere

La parità tra uomini e donne nel mondo del lavoro resta una sfida aperta. Anche in Italia, nonostante i progressi degli ultimi anni, i dati mostrano un divario significativo che incide sull’autonomia economica femminile.

Il tasso di occupazione delle donne si ferma infatti intorno al 51%, mentre quello maschile raggiunge circa il 71%. Una distanza che si riflette anche sugli stipendi: il gap retributivo può arrivare a circa il 20% a parità di mansione.

A questo si aggiunge la scarsa presenza femminile nei ruoli di vertice. Solo una quota limitata delle posizioni dirigenziali è occupata da donne, nonostante i risultati scolastici e universitari mostrino spesso performance migliori rispetto ai colleghi uomini.

Una delle cause principali di questo squilibrio è il peso del lavoro di cura familiare. I dati sui congedi parentali evidenziano come siano utilizzati in larga maggioranza dalle donne, con numeri nettamente superiori rispetto agli uomini.

Queste interruzioni di carriera possono avere effetti a lungo termine anche sul piano pensionistico, determinando assegni più bassi e maggiori rischi di fragilità economica in età avanzata.

Per questo motivo, all’interno del programma “Marzo Donna” sono stati inseriti diversi incontri dedicati proprio al tema dell’indipendenza economica femminile. Tra gli argomenti al centro degli appuntamenti ci saranno il lavoro, l’imprenditoria e l’alfabetizzazione finanziaria, considerata uno strumento fondamentale per rafforzare l’autonomia delle donne.

Promuovere l’accesso al lavoro e una maggiore equità nelle carriere non è soltanto una questione di diritti: significa anche valorizzare competenze e talenti che possono contribuire in modo decisivo allo sviluppo economico e sociale.

Formazione e inclusione

Non solo dibattito culturale, ma anche progetti concreti per favorire l’autonomia e l’inclusione delle donne. È questo uno degli obiettivi delle politiche sociali portate avanti a Alessandria attraverso iniziative di formazione e collaborazione con il mondo associativo.

Tra le esperienze più significative c’è quella della sartoria sociale nata nell’ambito del progetto “Abilmente”, realizzato grazie a un bando di rigenerazione urbana. Il percorso ha coinvolto circa cinquanta donne di età e provenienze diverse, offrendo loro un corso di formazione professionale nel settore del cucito.

Il laboratorio non ha rappresentato solo un’occasione per imparare un mestiere, ma anche uno spazio di incontro e di crescita personale. Le partecipanti hanno potuto costruire relazioni, condividere esperienze e rafforzare la propria sicurezza.

L’obiettivo futuro è quello di trasformare questa esperienza in una vera e propria attività imprenditoriale, capace di generare opportunità di lavoro stabile.

Un altro fronte importante riguarda l’integrazione delle donne straniere. Attraverso la collaborazione con enti di formazione professionale, vengono promossi percorsi di cittadinanza attiva che permettono alle partecipanti di conoscere meglio i servizi del territorio e sviluppare competenze utili anche nel campo della mediazione culturale.

In questo sistema le associazioni locali svolgono un ruolo fondamentale. Grazie alla loro presenza capillare sul territorio riescono a intercettare bisogni sociali e a collaborare con le istituzioni nella costruzione di risposte concrete.

Un lavoro di rete che dimostra come l’inclusione e l’autonomia femminile passino spesso da iniziative locali, capaci di unire formazione, solidarietà e opportunità professionali.