Ago e filo contro i luoghi comuni della violenza di genere: sono gli studenti dell’Istituto superiore Vinci Nervi Fermi Migliara di Alessandria ad essere stati coinvolti in un’iniziativa promossa dallo Zonta Club di Alessandria con il centro antiviolenza Medea.
Ago e filo contro la violenza di genere
A Palazzo Ghilini, gli studenti del corso Moda del Fermi di Alessandria hanno presentato in anteprima quattro pannelli con rispettivi abbigliamenti che propongono altrettante storie tra le diciassette della mostra “Com’eri vestita?”, l’installazione di Amnesty International e Libere Sinergie che aiuta a superare i pregiudizi che ancora persistono sulla violenza sessuale. La mostra, promossa da Zonta Club Alessandria e messa a disposizione di tutti i Comuni che hanno già firmato il “Patto per il contrasto della violenza di genere” , sarà allestita al Vinci di Via Trotti 19 e inaugurata il 24 marzo alle ore 10:00.
La mostra parte dal progetto di ricerca di Jen Brockman, direttrice del Centro per la prevenzione e la formazione sessuale dell’Università del Kansas, e di Mary A. Wyandt-Hiebert responsabile di tutte le iniziative di programmazione presso il Centro di educazione contro gli stupri dell’Università dell’Arkansas e dal 2013 è stata presentata migliaia di volte: in Italia è giunta grazie all’Associazione LIBERE SINERGIE che ne propone un adattamento al contesto socio-culturale del nostro Paese.
Dal 2024 grazie alla collaborazione con Amnesty International Piemonte gruppo 238 Torino, Zonta Club Alessandria propone la mostra in provincia di Alessandria: già esposta in Alessandria, a Novi Ligure, Tortona, Castelnuovo Scriva e Vignole Borbera.
Dal 24 al 31 marzo, la mostra sarà visitabile presso il Vinci, per poi spostarsi a San Salvatore Monferrato, dove sarà esposta nella Sala Polifunzionale di piazza Caduti dal 1 al 3 Aprile, e dopo Pasqua, per tutto il mese di Aprile sarà esposta a Casale Monferrato in diverse scuole e poi in un ultimo luogo pubblico.
Inoltre, negli ultimi tre anni lo Zonta Club ha portato nelle aule il progetto di counseling “IO POSSO” che aiuta i ragazzi non solo ad avere maggior fiducia in se stessi, ma a sviluppare quell’empatia che genera rispetto, creando i presupposti per prevenire ogni forma di conflitto, prevaricazione, di uso scorretto del linguaggio, o tutte quelle cattive abitudini e atteggiamenti non opportuni che rappresentano i primi segnali di forme di violenza che possono poi sfociare in azioni lesive della dignità e dei diritti della persona.