L'inchiesta

Affari con la camorra: bufera su Delmastro e Chiorino per inchiesta giornalistica de Il Fatto Quotidiano

I dem chiedono alla premier Meloni di chiarire e sollecitano l'intervento della commissione Antimafia

Affari con la camorra: bufera su Delmastro e Chiorino per inchiesta giornalistica de Il Fatto Quotidiano

E’ scontro tra opposizioni e governo su una vicenda che tira in ballo il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Delmastro Delle Vedove, in seguito all’inchiesta giornalistica comparsa sulle pagine del Fatto Quotidiano e in particolare la storia di una società, “Le 5 Forchette Srl”.

Bufera su Delmastro e Chiorino

Nella compagine societaria figurerebbero quattro esponenti biellesi di Fratelli d’Italia: il più noto è Andrea Delmastro Dellevedove, sottosegretario alla Giustizia dell’attuale governo Meloni; poi Elena Chiorino, vicepresidente del Piemonte; il consigliere regionale Davide Zappalà e l’assessore biellese Cristiano Franceschini. Amministratrice unica è Miriam Caroccia, studentessa romana di 18 anni e figlia di Mauro, attualmente in carcere a Viterbo dove sta scontando una condanna definitiva a 4 anni per l’indagine della Dda di Roma sul clan di stampo camorristico capeggiato da Michele Senese, detto ‘O’ Pazz’.

Tra la fine di febbraio e il marzo scorso, dopo la sentenza definitiva della Cassazione nella maxi indagine dei magistrati di piazzale Clodio, Delmastro ha ceduto definitivamente la sua quota, così come hanno fatto anche gli altri politici coinvolti nella vicenda. Ma Pd, M5s e Avs vanno all’attacco.

I dem chiedono alla premier Meloni di chiarire e sollecitano l’intervento della commissione Antimafia. Dal canto suo Delmastro – già condannato in primo grado ad otto mesi per rivelazione di segreto d’ufficio in relazione alla vicenda dell’anarchico Cospito – respinge qualsiasi insinuazione.

Poi entra nel merito della vicenda: “si parla di una società con una ragazza non imputata e non indagata, che si scopre essere ‘la figlia di’” sottolinea affermando che appena ha scoperto come stessero le cose “ho lasciato la società. E l’ho fatto – aggiunge – per il rigore etico e morale che mi contraddistingue”.