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Il Borsalino di Alessandria, un polo d’eccellenza che unisce cura, università e ricerca

A Filo Diretto Marco Invernizzi, Presidente Corso di Fisioterapia UPO, e Valter De Michelis, Responsabile Riabilitazione Cardiologica dell’AOU Alessandria

Il Borsalino di Alessandria, un polo d’eccellenza che unisce cura, università e ricerca

Ad Alessandria esiste una realtà sanitaria che rappresenta un unicum nel panorama nazionale: il presidio Borsalino, centro interamente dedicato alla riabilitazione e punto di riferimento per pazienti, studenti e ricerca.

Il Borsalino di Alessandria

Il Borsalino si distingue come il più grande presidio riabilitativo monospecialistico pubblico in Italia. Una struttura che concentra al suo interno tutte le principali branche della riabilitazione, dalla neurologia all’ortopedia, dalla cardiologia alla respiratoria, fino all’età evolutiva e alle gravi cerebrolesioni.

Questa varietà di competenze consente di offrire ai pazienti percorsi completi e personalizzati, ma rappresenta anche un valore aggiunto per la formazione universitaria. La stretta collaborazione con l’Università del Piemonte Orientale permette infatti agli studenti di vivere un’esperienza diretta a contatto con i pazienti, integrando teoria e pratica.

Il Borsalino non è solo un ospedale, ma un vero e proprio laboratorio di formazione e innovazione. Qui si formano le future figure sanitarie e si sviluppano progetti di ricerca che guardano al futuro della medicina riabilitativa.

In un contesto in cui il sistema sanitario pubblico è spesso sotto pressione, realtà come questa assumono un ruolo strategico, dimostrando come sia possibile coniugare qualità dell’assistenza, didattica e ricerca.

Riabilitazione cardiologica

Non più solo recupero dopo un intervento chirurgico, ma un percorso che coinvolge anche pazienti con infarto o scompenso cardiaco. La riabilitazione cardiologica si evolve e amplia il proprio raggio d’azione, puntando su programmi personalizzati e monitorati.

Al centro di questo approccio c’è l’esercizio fisico, che contribuisce a ridurre il rischio di nuovi eventi, migliorare la qualità della vita e, in alcuni casi, aumentare la sopravvivenza. I pazienti vengono seguiti con test funzionali e sistemi di monitoraggio in tempo reale, anche durante l’attività.

Tra le novità più promettenti emerge la “pre-abilitazione”: preparare il paziente prima di un intervento chirurgico per migliorare l’esito post-operatorio e ridurre i tempi di degenza.

Fondamentale anche il coinvolgimento dei familiari, che partecipano a incontri formativi su alimentazione, stili di vita e gestione dei sintomi. Un supporto che si estende anche alla sfera psicologica, spesso messa a dura prova dopo eventi cardiaci.

Guardando al futuro, la tele-riabilitazione rappresenta una delle sfide più importanti: grazie a dispositivi connessi e app, sarà possibile continuare il percorso di cura anche da casa.

Fisioterapia, una professione sempre più richiesta

In Italia il percorso di fisioterapia è strutturato su tre anni e consente, una volta concluso, l’accesso diretto alla professione. Un’opportunità che attira ogni anno un numero crescente di studenti, anche grazie alle prospettive occupazionali concrete.

La figura del fisioterapista trova spazio in ambiti molto diversi: strutture pubbliche, cliniche private, libera professione e numerose specializzazioni, dalla neurologia allo sport, fino alla riabilitazione dell’età evolutiva.

Un elemento distintivo del percorso formativo è rappresentato dal tirocinio pratico, che ad Alessandria trova nel Borsalino un contesto ideale. Qui gli studenti possono confrontarsi con casi clinici complessi e acquisire competenze trasversali.

Parallelamente, cresce il ruolo della ricerca. Tra i progetti più innovativi spiccano dispositivi tecnologici pensati per migliorare il recupero dei pazienti, come sistemi sensorizzati per il cammino. Nonostante le complessità burocratiche, l’attività scientifica continua a svilupparsi, aprendo nuove prospettive.

La fisioterapia si conferma così una professione in evoluzione, capace di coniugare competenze cliniche, innovazione e un forte contatto umano con il paziente.