Odontoiatria e oculistica al centro del progetto nato tre anni fa a Alessandria grazie al volontariato medico.
Asili Notturni ad Alessandria
Ad Alessandria esiste un luogo dove la sanità torna ad essere prima di tutto un servizio alla persona. Si tratta degli ambulatori degli Asili Notturni Umberto I, storica istituzione del terzo settore nata a Torino nel 1868 e oggi presente anche nel territorio alessandrino.
La sede locale, attiva da circa tre anni in via Michelangelo Buonarroti, offre cure gratuite a persone in difficoltà economica. Il progetto nasce con l’obiettivo di garantire assistenza sanitaria in due ambiti spesso trascurati da chi vive situazioni di fragilità: odontoiatria e oculistica.
Le prestazioni vengono erogate grazie al lavoro di medici e volontari che mettono a disposizione il proprio tempo e le proprie competenze. Gli ambulatori sono dotati di attrezzature moderne e di un’organizzazione sanitaria completa: ogni paziente viene registrato e seguito con una vera cartella clinica.
L’accesso al servizio avviene principalmente attraverso le segnalazioni di realtà del territorio come Cissaca, Caritas e altre associazioni sociali, che individuano le persone che non riescono a sostenere i costi delle cure mediche.
Tra gli interventi più frequenti ci sono cure dentistiche, realizzazione di protesi, controlli oculistici e fornitura di occhiali. Tutto viene garantito gratuitamente grazie alla collaborazione tra professionisti sanitari, volontari e istituzioni locali.
Il progetto dimostra come la collaborazione tra pubblico, terzo settore e professionisti possa creare una rete di solidarietà concreta. Un modello che, nel corso degli anni, sta diventando sempre più importante per rispondere ai bisogni sanitari delle fasce più fragili della popolazione.
Il problema della povertà sanitaria
La povertà sanitaria è una realtà sempre più diffusa, e riguarda ormai anche molte famiglie italiane. A raccontarlo sono i numeri degli ambulatori solidali degli Asili Notturni Umberto I di Alessandria, dove negli ultimi anni è cresciuto sensibilmente il numero delle prestazioni gratuite.
I dati parlano chiaro: nel 2023 sono stati effettuati circa 600 interventi odontoiatrici in sei mesi, nel 2024 si è superata quota 1200, mentre nel 2025 si è arrivati a circa 900 prestazioni nonostante alcune limitazioni organizzative.
Tra i pazienti non ci sono solo cittadini stranieri o persone senza dimora, ma anche sempre più italiani che attraversano momenti di difficoltà economica. Quando il bilancio familiare si riduce, le prime spese a essere rinviate sono spesso proprio quelle sanitarie considerate “non urgenti”, come il dentista o l’oculista.
In realtà si tratta di cure fondamentali. Problemi dentali o di vista non riguardano solo il benessere fisico, ma anche la qualità della vita e le relazioni sociali. Un sorriso compromesso o una vista insufficiente possono influire sulla possibilità di trovare lavoro o di affrontare un colloquio.
Per questo gli operatori degli ambulatori solidali sottolineano l’importanza di garantire a tutti il diritto alla cura. Non si tratta solo di assistenza medica, ma anche di tutela della dignità personale.
Il volontariato che restituisce dignità
Dietro il funzionamento degli ambulatori degli Asili Notturni di Alessandria c’è soprattutto il lavoro dei volontari. Medici, odontotecnici e collaboratori mettono gratuitamente a disposizione tempo e professionalità per aiutare chi non può permettersi cure sanitarie.
Tra loro ci sono professionisti ancora in attività che dedicano alcune ore della settimana al servizio sociale. Un impegno che nasce spesso dal desiderio di restituire qualcosa alla comunità.
Le strutture sono attrezzate e l’organizzazione funziona, ma la vera sfida riguarda il numero di professionisti disponibili. Il problema principale è infatti la carenza di dentisti volontari, che rende più lunghi i tempi di attesa e limita il numero di pazienti che possono essere seguiti.
Nonostante le difficoltà, l’impatto umano del lavoro svolto è enorme. Anche interventi semplici possono cambiare la vita delle persone. Un esempio è quello di una donna che, dopo aver ricevuto una protesi dentaria, si è commossa guardandosi allo specchio: un gesto semplice che ha restituito fiducia e dignità.
Per questo motivo gli operatori lanciano un appello alla comunità: servono nuovi volontari e una rete sempre più forte tra associazioni del territorio.
La solidarietà, ricordano, non è solo un gesto di generosità, ma una componente fondamentale della vita sociale di una città.