TORINO – A 48 anni dall’assassinio dell’agente di custodia Lorenzo Cutugno, ucciso l’11 aprile 1978 dalle Brigate Rosse, scoppia la polemica per l’assenza totale di commemorazioni ufficiali. Nessuna iniziativa, nessun messaggio da parte dell’Amministrazione Penitenziaria né delle istituzioni locali e regionali.
A 48 anni dall’uccisione per mano delle Brigate Rosse, nessuna commemorazione
Un silenzio che, secondo l’OSAPP, non può essere considerato una semplice dimenticanza, ma rappresenta una grave mancanza di rispetto verso un servitore dello Stato caduto in servizio. Il sindacato esprime una dura condanna, accusando le istituzioni di aver rimosso anche simbolicamente una memoria che appartiene alla storia del Paese e della Polizia Penitenziaria.
“È vergognoso e inaccettabile dimenticare un caduto dello Stato”, afferma il segretario generale Leo Beneduci, sottolineando come il ricordo di Cutugno rappresenti quello di tutti coloro che hanno sacrificato la vita per lo Stato.
Per l’OSAPP, quanto accaduto non è solo un vuoto formale, ma un segnale preoccupante di progressiva cancellazione della memoria storica. Da qui la richiesta di spiegazioni immediate e pubbliche e il richiamo alle istituzioni ai propri doveri di memoria e riconoscimento.
“La memoria non è un atto facoltativo, ma un dovere istituzionale”, ribadisce il sindacato.