Filo Diretto

Cleopatra, una gatta e una lezione di inclusione: un libro per riscoprire la storia al femminile

Dalla figura di Cleopatra a una favola educativa che parla al presente. A Filo Diretto il nuovo libro di Sonia Fogagnolo

Cleopatra, una gatta e una lezione di inclusione: un libro per riscoprire la storia al femminile

Ad Alessandria la presentazione del volume di Sonia Fogagnolo diventa occasione per parlare di educazione, donne e dialogo tra generazioni.

Una storia al femminile

Una favola per ragazzi che intreccia storia antica, immaginazione e temi profondamente attuali. È questo il cuore de La gatta di Cleopatra, il libro di Sonia Fogagnolo presentato durante la puntata di Filo Diretto con ospite anche l’assessore Roberta Cazzulo, in vista dell’incontro dell’8 maggio al gattile sanitario di Alessandria.

L’opera prende le mosse da una leggenda legata a Cleopatra e all’antenato del Brachetto d’Acqui, ma si sviluppa come un racconto di formazione che mette al centro una giovane gatta smarrita, il viaggio, l’incontro con l’altro e il valore dell’accoglienza.

Dietro l’impianto narrativo emerge un progetto culturale preciso. Il libro nasce anche come risposta a una carenza spesso presente nei percorsi scolastici: la scarsa visibilità delle figure femminili nella storia. Cleopatra diventa così simbolo di una rilettura che restituisce spazio alle donne come protagoniste.

Accanto alla dimensione storica, il racconto affronta temi che parlano al presente: inclusione, convivenza tra differenze, dialogo tra giovani e anziani. Nella colonia felina immaginata dall’autrice trovano spazio metafore sociali che richiamano il valore dell’esperienza, dell’accoglienza dello “straniero” e della crescita attraverso il confronto.

Non manca una forte dimensione educativa. La letteratura per l’infanzia viene proposta come strumento per sviluppare empatia e sensibilità, anche nel rapporto con gli animali. Un aspetto che si lega alla scelta simbolica di presentare il libro nel gattile comunale, luogo di cura e di relazioni.

L’iniziativa assume così un doppio valore: culturale e solidale, con una raccolta fondi a sostegno della struttura e un invito implicito a guardare alla lettura non solo come intrattenimento, ma come ponte tra generazioni e veicolo di cittadinanza.

Una piccola favola, insomma, che usa il linguaggio semplice dei bambini per toccare questioni grandi: memoria, rispetto e inclusione.

Welfare animale e senso civico

Il benessere animale come parte del bene comune. È questa la visione emersa durante la puntata di Filo Diretto, che ha trasformato la presentazione di un libro in un’occasione per riflettere sul rapporto tra istituzioni, cittadini e animali.

Al centro, il gattile sanitario di Alessandria, raccontato come presidio di accoglienza e volontariato. I numeri illustrati nel corso della trasmissione parlano di una rete articolata: centinaia di colonie feline monitorate, decine di adozioni e un lavoro quotidiano portato avanti grazie alla collaborazione tra Comune e volontari.

Ma il tema non si esaurisce nella gestione delle emergenze. Il welfare animale viene presentato come politica strutturale, capace di incidere sulla qualità della vita urbana. In questo quadro si inserisce anche il richiamo al ruolo sociale degli animali domestici, riconosciuti sempre più come supporto relazionale, soprattutto per anziani e persone fragili.

Ampio spazio è stato dedicato anche alla responsabilità dei proprietari di animali e alla campagna comunale “Lo spazio è di tutti”, nata per sensibilizzare sul rispetto degli spazi pubblici. Il messaggio è chiaro: prendersi cura degli animali significa anche rispettare la città e chi la vive.

Dalle aree cani alle regole di convivenza, fino al tema del decoro urbano, emerge una concezione di cittadinanza fondata su piccoli gesti quotidiani. Un approccio che punta soprattutto sull’educazione, coinvolgendo nuove generazioni e promuovendo comportamenti responsabili.

La puntata ha restituito l’idea di una città in cui il tema animale non è marginale, ma parte di una più ampia cultura della cura. E dove il volontariato, le istituzioni e i cittadini possono costruire insieme una comunità più attenta, inclusiva e civile.

Quando il lavoro diventa una maschera

Dalla favola storica ai corridoi degli uffici, il salto può sembrare netto. Eppure nella puntata di Filo Diretto il passaggio verso il secondo libro di Sonia Fogagnolo ha aperto una riflessione sorprendentemente attuale sul lavoro e sulle relazioni professionali.

Al centro del romanzo, un giovane che si trasferisce lontano da casa per costruirsi un futuro e finisce per identificarsi totalmente nel lavoro, fino a smarrire confini personali e punti di riferimento. Un racconto che, pur con toni anche ironici, affronta temi molto concreti.

Emergono le pressioni dei contesti competitivi, le ambiguità dei rapporti tra colleghi, il rischio di confondere appartenenza e subordinazione. Ma soprattutto viene affrontato il tema delle dinamiche tossiche: il mobbing, l’abuso di potere, l’invasione della vita privata da parte del lavoro.

Uno dei nodi centrali è quello della “faccia” che si indossa per sopravvivere nei contesti professionali, una metafora che diventa riflessione sull’omologazione e sul prezzo che spesso si paga per essere accettati.

Il romanzo tocca anche questioni generazionali: precarietà, stipendi incerti, il bisogno di dimostrare costantemente il proprio valore. Elementi che parlano soprattutto a chi vive o ha vissuto il lavoro come spazio di realizzazione ma anche di vulnerabilità.

Pur nato da esperienze autobiografiche e osservazione diretta, il libro assume un respiro più universale, restituendo il ritratto di una condizione diffusa.

In una trasmissione partita da gatti, favole e inclusione, questa parentesi finale ha aggiunto un livello ulteriore: la scrittura come strumento per leggere il presente, anche nelle sue contraddizioni più scomode.