Filo Diretto

Al Collegio Santa Chiara il confronto sul benessere nella terza età tra prevenzione, relazioni sociali e qualità della vita

L’invecchiamento non come declino inevitabile, ma come fase della vita da vivere con equilibrio, consapevolezza e relazioni positive

Al Collegio Santa Chiara il confronto sul benessere nella terza età tra prevenzione, relazioni sociali e qualità della vita

Ospite nella puntata di oggi di Filo Diretto, il professor Renato Balduzzi ha anticipato l’incontro al Collegio Santa Chiara dedicato al libroInvecchiare non fa paura” del geriatra Marco Trabucchi.

L’incontro al Collegio Santa Chiara

Nel corso della trasmissione, il professor Renato Balduzzi ha affrontato il tema dell’invecchiamento attivo, sottolineando come il primo passo per affrontare bene la terza età sia superare l’angoscia legata al passare del tempo. Secondo Balduzzi, arrivare alla vecchiaia rappresenta già un traguardo importante e può diventare un’occasione per vivere con maggiore serenità e consapevolezza.

Grande attenzione è stata dedicata anche al valore delle relazioni sociali. Mantenere contatti umani, interessi e una partecipazione attiva alla vita quotidiana viene considerato fondamentale per contrastare isolamento e fragilità psicologica. Il benessere mentale, infatti, è stato indicato come un elemento decisivo tanto quanto quello fisico.

Accanto agli aspetti emotivi, il confronto ha toccato anche il tema della prevenzione sanitaria. Dalla cura degli stili di vita agli screening, fino alla gestione delle patologie croniche, la prevenzione viene descritta come un percorso che accompagna tutte le età della vita e non soltanto la vecchiaia.

Balduzzi ha inoltre ricordato come non esista una formula universale per invecchiare bene. Ogni persona affronta infatti questa fase con esperienze, condizioni e bisogni differenti. Tuttavia, alcuni principi restano condivisi: equilibrio, attenzione alla salute, relazioni positive e apertura verso gli altri.

L’incontro del Santa Chiara si inserisce in un percorso culturale che negli ultimi mesi ha coinvolto numerosi cittadini, affrontando temi sociali e sanitari con un approccio divulgativo e accessibile. Un’iniziativa che punta non solo all’informazione, ma anche alla costruzione di una comunità più consapevole e attenta ai cambiamenti della società.

Il dialogo da ricostruire tra generazioni

La società contemporanea rischia di ascoltare troppo poco i giovani proprio nel momento in cui avrebbero più bisogno di spazio e attenzione. È una delle riflessioni emerse durante la puntata con il professor Balduzzi, che ha dedicato ampio spazio al rapporto tra generazioni e alla condizione giovanile di oggi.

Nel confronto è stato evidenziato come negli ultimi decenni il ruolo sociale dei giovani sia profondamente cambiato. Se negli anni Sessanta e Settanta le nuove generazioni venivano percepite come protagoniste di una forte spinta di cambiamento, oggi il rischio è quello di una progressiva marginalizzazione, favorita anche dal calo demografico e da una rappresentazione spesso superficiale del mondo giovanile.

Balduzzi ha però respinto l’idea di ragazzi disinteressati o poco coinvolti nella realtà sociale. Al contrario, ha sottolineato come molti giovani stiano dimostrando grande attenzione verso temi come ambiente, diritti e giustizia internazionale. Un impegno che, secondo il professore, troppo spesso viene sottovalutato dagli adulti.

Particolarmente significativa la riflessione sugli effetti della pandemia. Negli ambienti universitari e scolastici si sarebbe registrata una maggiore fragilità emotiva tra gli studenti, accompagnata però da una nuova consapevolezza critica. I ragazzi di oggi appaiono più attenti, informati e preoccupati rispetto alle grandi questioni globali, dalle guerre alla crisi climatica.

Da qui nasce la necessità di ricostruire un rapporto più equilibrato tra generazioni. Non più soltanto un modello verticale, nel quale gli adulti trasmettono esperienza ai più giovani, ma uno scambio reciproco capace di valorizzare competenze e sensibilità diverse.

Secondo Balduzzi, anche gli anziani devono imparare ad ascoltare e a lasciarsi interrogare dai cambiamenti culturali e sociali portati dalle nuove generazioni. Solo così il dialogo tra età diverse può trasformarsi in una risorsa per tutta la comunità.

Sanità e prevenzione

Come si muovono le istituzioni sanitarie quando emerge una situazione potenzialmente critica? La domanda è stata al centro della parte finale della puntata, dedicata ai meccanismi di prevenzione e coordinamento sanitario a livello nazionale e internazionale.

Il professor Renato Balduzzi ha spiegato che, di fronte a possibili rischi legati a malattie infettive, entrano in funzione procedure consolidate basate sulla collaborazione tra organismi scientifici e autorità sanitarie. Un ruolo centrale viene svolto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, che coordina lo scambio di dati e informazioni tra i diversi Paesi.

Importante anche il contributo dell’Unione Europea, che negli ultimi anni ha rafforzato gli strumenti comuni di monitoraggio e prevenzione. L’esperienza della pandemia da Covid ha infatti evidenziato la necessità di sistemi più rapidi e coordinati nella gestione delle emergenze sanitarie.

Balduzzi ha ricordato come all’inizio del 2020 molti Paesi si siano trovati impreparati ad affrontare una crisi di quelle dimensioni. Oggi, invece, esistono strumenti più aggiornati, come i nuovi piani pandemici, pensati per migliorare la capacità di risposta delle istituzioni e limitare il rischio di nuove emergenze.

Nel corso della trasmissione è stato sottolineato anche il valore del principio di precauzione: monitorare con attenzione le situazioni potenzialmente critiche senza però alimentare inutili allarmismi. Fondamentale, in questo senso, il ruolo degli organismi tecnico-scientifici e della corretta informazione ai cittadini.

La salute pubblica, è stato ricordato, dipende infatti non solo dalle decisioni delle istituzioni ma anche dai comportamenti individuali. Fiducia nella scienza, attenzione alle indicazioni sanitarie e responsabilità personale restano elementi decisivi per affrontare eventuali nuove sfide sanitarie globali.

In chiusura, Balduzzi ha espresso perplessità sulla scelta degli Stati Uniti di uscire dall’OMS, definendo l’organizzazione internazionale uno strumento fondamentale per la tutela della salute collettiva a livello mondiale.