TORINO – Ha riaperto ufficialmente al pubblico il Sacrario militare della Gran Madre di Dio, a Torino, dopo un intervento di riqualificazione che ha restituito decoro e piena accessibilità a uno dei luoghi simbolo della memoria cittadina.
Torna visitabile l’Ossario dedicato ai soldati della Prima guerra mondiale
La cerimonia inaugurale si è svolta questa mattina con una messa nella chiesa della Gran Madre, la deposizione di una corona d’alloro e una visita guidata all’Ossario. L’intervento è stato realizzato grazie alla collaborazione tra Città di Torino, Ministero della Difesa e AFC Torino, società che gestisce i servizi cimiteriali cittadini.
Il Sacrario custodisce i resti di 3.851 soldati piemontesi e militari caduti durante la Prima guerra mondiale, trasferiti negli anni Trenta dal Cimitero Monumentale alla cripta monumentale sotto la Gran Madre. Un luogo che, ancora oggi, rappresenta un punto di riferimento per la memoria storica e familiare.
Alla riapertura hanno partecipato rappresentanti istituzionali e delle associazioni d’arma. L’Assessore alla Sicurezza del Comune di Torino, Marco Porcedda, ha sottolineato il valore dell’intervento, definendolo un atto di responsabilità verso la memoria collettiva e le famiglie dei caduti.
Negli anni, il Sacrario è diventato anche un punto di riferimento per chi cerca di ricostruire storie familiari interrotte dalla guerra. Non sono rari i casi di discendenti che, partendo da documenti o ricordi frammentari, riescono a ritrovare il luogo di sepoltura dei propri antenati.
Tra le vicende recenti, quella di un bisnipote che ha potuto individuare il proprio parente disperso, oppure quella di un ufficiale dei Carabinieri a lungo dato per scomparso e poi identificato tra i nomi custoditi nell’Ossario.
Il Sacrario, oggi, torna quindi a svolgere pienamente una doppia funzione: luogo pubblico della memoria e spazio intimo di riconciliazione con la storia familiare. La gestione e l’apertura al pubblico saranno affidate ai volontari delle associazioni combattentistiche e d’arma.
Il sito sarà visitabile nei fine settimana e in alcune ricorrenze civili e religiose, confermando il suo ruolo di presidio stabile della memoria storica della città di Torino.
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