Otto condanne tra i dieci e i sedici mesi di reclusione. Si è chiuso così, questa mattina in Tribunale a Torino, il processo per i gravi incidenti che si verificarono in città il 9 gennaio del 2025.
I disordini durante il corteo a Torino
I disordini erano scoppiati nel corso di un corteo dell’area antagonista, organizzato in memoria di Ramy Elgamy, il diciannovenne che aveva perso la vita a Milano alcune settimane prima, durante un inseguimento con i carabinieri. Tra le otto persone condannate dai giudici compaiono anche alcuni esponenti di spicco del centro sociale torinese Askatasuna.
Nel corso dei disordini, fu pesantemente danneggiata la facciata del commissariato di polizia “Dora Vanchiglia” e, poco dopo, la tensione salì davanti alla sede del comando regionale dei carabinieri. Contro le forze dell’ordine schierate a protezione dell’edificio ci fu un fitto lancio di petardi, sassi e bottiglie.
I magistrati torinesi hanno concesso il beneficio della sospensione condizionale della pena soltanto a cinque degli otto imputati alla sbarra. Il verdetto ha infine stabilito l’obbligo di risarcimento economico in favore dei ministeri dell’interno e della difesa, che si erano costituiti parte civile nel processo. Gli otto condannati dovranno versare nell’immediato una provvisionale esecutiva pari a 2.900 euro per il Viminale e a 14 mila euro per la Difesa.