La denuncia

Carcere di Torino, Osapp: “Degrado, sporcizia e condizioni disumane. Non si può tacere”

Il sindacato chiede, pertanto, l’immediato intervento degli organi sanitari competenti affinchè si proceda ad un'ispezione approfondita dell'intero istituto

Carcere di Torino, Osapp: “Degrado, sporcizia e condizioni disumane. Non si può tacere”

L’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria) torna a denunciare lo stato di degrado in cui versa il carcere di Torino, una situazione che “ha superato ogni limite di tollerabilità e rappresenta una vera emergenza sotto il profilo igienico-sanitario”.

La situazione nel carcere di Torino

Il sindacato ribadisce che “non si tratta più di semplici criticità strutturali, ma di una situazione che rischia di compromettere quotidianamente salute, sicurezza e dignità umana”, denunciando la presenza sempre più considerevole nell’istituto di topi, cimici, blatte, scarafaggi e altri infestanti, oltre alla muffa nelle docce, sui soffitti e lungo le pareti, infiltrazioni d’acqua, intonaci deteriorati che si staccano, locali fatiscenti e condizioni di sporcizia che offendono la dignità di chi è costretto a vivere e lavorare all’interno della struttura”.

A queste criticità si aggiungono evidenti rischi strutturali e per la sicurezza dei luoghi di lavoro, con situazioni di degrado che comprendono impianti deteriorati, cavi e fili penzolanti e ambienti che necessitano di urgenti interventi di manutenzione e condizioni climatiche insostenibili. Durante l’estate, cemento, mura e inferriate assorbono e trattengono il calore trasformando interi reparti in autentiche fornaci. Ambienti roventi e soffocanti che mettono seriamente a rischio la salute del personale e della popolazione detenuta”.

“Non servono ulteriori parole per descrivere una situazione che appare ormai sotto gli occhi di tutti. Basta entrare nell’istituto e percorrerne i reparti per rendersi conto delle gravissime condizioni in cui sono costretti a lavorare gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria e a vivere i detenuti. Non possiamo accettare che donne e uomini dello Stato continuino a operare in ambienti caratterizzati da degrado, sporcizia e condizioni igienico-sanitarie inaccettabili”, dichiara il segretario generale Leo Beneduci.

Il sindacato chiede, pertanto, l’immediato intervento degli organi sanitari competenti affinché procedano “senza ulteriori ritardi a un’urgentissima e approfondita ispezione dell’intero istituto, a tutela della salute del personale di Polizia Penitenziaria, degli operatori e della stessa popolazione detenuta” e che “ove dovessero emergere profili di competenza e responsabilità, gli esiti delle verifiche vengano trasmessi alle autorità competenti per le valutazioni del caso”.