Filo Diretto

Dall’impresa alla solidarietà: la storia di Antonio Moschetto, tornato in Ucraina per aiutare

L'imprenditore italiano racconta la fuga dalla guerra e la nascita di un impegno umanitario che continua da oltre quattro anni

Dall’impresa alla solidarietà: la storia di Antonio Moschetto, tornato in Ucraina per aiutare

Una vita costruita in Ucraina, la fuga sotto le bombe e poi la scelta di tornare, non per riprendere la propria attività, ma per sostenere chi era rimasto. È il percorso raccontato da Antonio Moschetto durante la trasmissione Filo Diretto, testimonianza di come una vicenda personale possa trasformarsi in un progetto di solidarietà.

La storia di Antonio Moschetto

Quando il conflitto è esploso nel febbraio 2022, Antonio Moschetto viveva a Khmelnytsky con la moglie e i figli, gestendo un’azienda nel settore automotive. Le prime esplosioni lo hanno costretto a lasciare il Paese in poche ore, affrontando un viaggio di tre giorni verso l’Italia con un bambino di appena cinque mesi.

La fuga, però, non ha interrotto il legame con l’Ucraina. Già durante il viaggio hanno iniziato ad arrivare richieste di aiuto da amici, collaboratori e strutture sanitarie in difficoltà. Da quelle telefonate è nata l’idea di organizzare i primi convogli umanitari.

Pochi giorni dopo il rientro in Italia, Moschetto ha deciso di tornare in Ucraina per consegnare personalmente il materiale raccolto. Una scelta maturata dal desiderio di non restare spettatore di una tragedia che coinvolgeva un Paese nel quale aveva costruito la propria vita.

L’imprenditore preferisce non soffermarsi sulle perdite economiche subite a causa della guerra. A suo giudizio, il vero dramma riguarda chi ha perso familiari, casa e possibilità di ricominciare. Per questo continua a concentrare ogni energia sul sostegno concreto alla popolazione civile.

La sua testimonianza diventa così anche una riflessione sul significato della libertà e sulla responsabilità individuale. Secondo Moschetto, il conflitto rappresenta soprattutto la difesa del diritto di un popolo a scegliere il proprio futuro.

Una convinzione che continua ad alimentare il suo impegno e che oggi coinvolge decine di volontari italiani pronti a sostenere nuove missioni umanitarie.

Nasce Acts4ua 

Quasi settanta missioni umanitarie, oltre mille tonnellate di materiali trasportati e una rete sempre più ampia di volontari. Sono i numeri dell’attività che oggi trova una nuova organizzazione nella nascita dell’associazione Acts4ua.

Negli ultimi quattro anni il gruppo coordinato da Antonio Moschetto ha realizzato un’intensa attività di supporto agli ospedali e alle comunità ucraine più colpite dalla guerra. Tra gli aiuti consegnati figurano apparecchiature mediche, sale operatorie complete, letti ospedalieri, strumenti diagnostici, alimenti e mezzi di soccorso.

L’obiettivo è sempre stato quello di garantire che ogni materiale arrivasse direttamente alle strutture sanitarie impegnate nelle aree più esposte al conflitto. Una trasparenza che, nel tempo, ha favorito la collaborazione con associazioni, imprese, medici, comunità religiose e numerosi cittadini.

Tra i progetti più significativi c’è quello dedicato alle ambulanze. Alcuni dei mezzi inviati sono stati successivamente distrutti dai bombardamenti, ma il loro impiego ha contribuito al trasporto dei feriti e al lavoro degli ospedali di emergenza.

Oggi sei nuove ambulanze sono già disponibili e attendono di partire da Alessandria. Prima della consegna dovranno essere revisionate, allestite e trasferite in Ucraina, un’operazione che richiede ulteriori risorse economiche.

Per sostenere queste iniziative nasce ufficialmente Acts4ua, associazione costituita da quattordici soci fondatori con l’obiettivo di raccogliere fondi, coordinare i volontari e rendere stabile un’attività che finora si è sviluppata soprattutto grazie all’impegno personale e alla collaborazione di tante realtà del territorio.

L’appello finale è rivolto a chiunque desideri contribuire, non soltanto attraverso donazioni economiche, ma anche mettendo a disposizione tempo, competenze e sostegno organizzativo.

Il valore della libertà e il ruolo del volontariato

Nel corso dell’intervista emerge un legame profondo con il popolo ucraino, nato ben prima del conflitto. Moschetto descrive un Paese nel quale ha vissuto serenamente per molti anni, trovando un forte senso di comunità, sicurezza e opportunità imprenditoriali.

Secondo il presidente della neonata Acts4ua, ciò che più colpisce è la determinazione con cui gli ucraini difendono la propria libertà. Una qualità che considera il tratto distintivo di una popolazione chiamata ad affrontare ogni giorno le conseguenze della guerra.

La conduttrice amplia poi il discorso al ruolo del volontariato italiano, ricordando come le associazioni rappresentino una risorsa fondamentale per affrontare numerose emergenze sociali e umanitarie. Un riconoscimento condiviso anche dall’ospite, che sottolinea come il successo delle missioni sia stato possibile grazie all’impegno di decine di persone che operano senza alcun interesse personale.

Molti volontari, infatti, non hanno alcun legame diretto con l’Ucraina, ma scelgono comunque di partecipare alle missioni o di contribuire alla raccolta degli aiuti. È proprio questo spirito di collaborazione, secondo Moschetto, a rappresentare il motore dell’intero progetto.

Il messaggio conclusivo guarda al futuro: continuare a costruire una rete di solidarietà capace di sostenere concretamente chi vive ancora le conseguenze del conflitto, mantenendo viva l’attenzione anche quando l’emergenza non occupa più quotidianamente le prime pagine.