La sanità piemontese torna al centro dello scontro politico e sindacale. Nel mirino una nota della direzione regionale sanità inviata alle aziende sanitarie, con indicazioni sulla gestione del personale, sulle assunzioni e sull’organizzazione dei servizi.
Le critiche di sindacati e Pd
Secondo il Partito Democratico regionale si tratterebbe di un segnale di difficoltà nella programmazione. I consiglieri Dem contestano in particolare la richiesta alle Asl di verificare l’efficacia delle assunzioni effettuate, di rivedere la distribuzione del personale e di sospendere nuove procedure di reclutamento.
Critiche arrivano anche dal sindacato dei medici dirigenti Anaao Assomed Piemonte. Il segretario regionale Valerio Tomaselli parla di un provvedimento che, a suo giudizio, rischia di creare un cortocircuito: chiedere più prestazioni alle strutture sanitarie, mentre si limita il ricambio del personale.
La Regione, attraverso la nota contestata, punta invece a una ricognizione complessiva della situazione: verificare il fabbisogno reale delle aziende, l’utilizzo delle risorse disponibili e la distribuzione del personale, con l’obiettivo di rendere più efficiente il sistema.
Temi ribaditi nel pomeriggio in un filmato che l’assessore Federico Riboldi ha diramato, dove ha sottolineato: “Abbiamo assunto oltre 4200 professionisti in più rispetto al 2019. La lettera che abbiamo inviato alle aziende, chiede esclusivamente ai direttori di fare una fotografia della situazione esistente, non solo in merito ai numeri, ma anche alle competenze assegnate e location, proprio al fine di rilanciare un piano assunzionale mirato alle esigenze reali. Una riorganizzazione – ha concluso Riboldi – non è un blocco, ma una scelta di responsabilità per rafforzare la sanità pubblica e investire al meglio le tasse dei cittadini”.