Venticinque anni di attività, centinaia di interventi e una rete di volontari che continua a rappresentare uno dei pilastri della gestione delle emergenze sul territorio provinciale. Il Coordinamento territoriale della Protezione Civile di Alessandria celebra un importante traguardo rilanciando il valore del volontariato e guardando alle sfide future.
25 anni al servizio del territorio
Nato nel 2001 sull’onda delle drammatiche esperienze delle alluvioni degli anni Novanta, il Coordinamento territoriale della Protezione Civile della provincia di Alessandria è oggi una realtà consolidata che riunisce circa 450 volontari distribuiti tra associazioni e gruppi comunali.
Nel corso degli anni l’organizzazione ha ampliato competenze e capacità operative grazie a un costante investimento nella formazione. I volontari seguono corsi specialistici che spaziano dall’utilizzo delle macchine movimento terra ai lavori in quota, fino alle telecomunicazioni e alla gestione della segreteria operativa. Negli ultimi anni è stata inoltre introdotta la sorveglianza sanitaria per garantire maggiore tutela durante gli interventi.
Il venticinquesimo anniversario è stato celebrato con una grande esercitazione a Novi Ligure, durante la quale sono stati testati i sistemi di allertamento, il coordinamento delle squadre e la gestione delle operazioni in uno scenario di rischio idrogeologico. Una simulazione che ha permesso di verificare l’efficienza dell’intera macchina organizzativa.
Tra le esperienze più significative degli ultimi anni figura anche il ruolo svolto durante la pandemia, quando il volontariato contribuì alla gestione del primo hub vaccinale provinciale grazie alla collaborazione con le principali realtà del soccorso.
Nonostante la presenza di numerosi volontari, il Coordinamento guarda al futuro con l’obiettivo di coinvolgere nuove persone. L’appello è rivolto a tutti coloro che desiderano dedicare parte del proprio tempo alla comunità: non servono competenze particolari, ma disponibilità, spirito di adattamento e voglia di mettersi al servizio degli altri.
Emergenze climatiche sempre più estreme
Secondo il Coordinamento territoriale della Protezione Civile, il territorio provinciale sta vivendo una trasformazione evidente delle emergenze climatiche. Le tradizionali stagioni delle piogge hanno lasciato spazio a precipitazioni improvvise e molto intense, capaci di riversare in poche ore quantitativi d’acqua che un tempo cadevano nell’arco di settimane.
Per affrontare queste situazioni la Protezione Civile opera già nella fase preventiva, monitorando quotidianamente le allerte emesse da Arpa Piemonte e predisponendo uomini e mezzi nelle aree più esposte al rischio. Durante le emergenze vengono effettuati monitoraggi degli argini, interventi di contenimento e attività di ripristino delle zone colpite attraverso mezzi pesanti e pompe idrovore.
Con l’arrivo dell’estate cresce anche il rischio incendi. Le elevate temperature e la vegetazione secca favoriscono il propagarsi delle fiamme, mentre molti episodi sono riconducibili a comportamenti imprudenti o alla scarsa manutenzione del territorio. In queste situazioni la Protezione Civile supporta Vigili del Fuoco e squadre antincendio con autobotti, logistica e assistenza ai soccorritori.
Accanto agli incendi resta alta l’attenzione anche sulla siccità. Nelle scorse settimane alcune aziende agricole della provincia hanno richiesto il trasporto di acqua potabile tramite autobotti per garantire l’approvvigionamento degli allevamenti. Per il momento non si registrano criticità diffuse nei centri abitati, ma l’invito resta quello a un utilizzo consapevole della risorsa idrica.
Le nuove condizioni climatiche rendono sempre più indispensabile un sistema di protezione civile capace di intervenire rapidamente, ma anche di promuovere prevenzione e sensibilizzazione tra i cittadini.
Dal fango dell’alluvione alla missione in Turchia
Dietro ogni intervento della Protezione Civile ci sono persone che scelgono di dedicare tempo, competenze ed energie alla comunità.
L’esperienza di Andrea Morchio nel volontariato inizia da studente, quando partecipò alle operazioni di pulizia delle aree colpite dall’alluvione del 1994. Un episodio che ha segnato profondamente il suo percorso personale e che lo ha portato, negli anni successivi, ad assumere la guida del Coordinamento territoriale della Protezione Civile di Alessandria.
Tra gli interventi più significativi della sua esperienza figura la missione in Turchia dopo il devastante terremoto. In quell’occasione la colonna mobile della Regione Piemonte contribuì alla realizzazione di un ospedale da campo destinato alle popolazioni colpite, lavorando insieme a Marina Militare, Esercito, Dipartimento nazionale della Protezione Civile e personale sanitario. Un’operazione complessa, affrontata con rapidità e capacità organizzativa, che ha dimostrato il livello raggiunto dal sistema del volontariato italiano anche negli scenari internazionali.
Proprio il modello italiano rappresenta una peculiarità: i volontari operano con elevata professionalità pur svolgendo, nella vita quotidiana, professioni completamente diverse. Una caratteristica che suscita interesse anche tra le organizzazioni europee, dove la Protezione Civile è spesso composta da personale dipendente.
Per Morchio il volontariato non significa soltanto affrontare le emergenze, ma vivere un’esperienza di crescita personale. L’impegno, racconta, restituisce sempre molto più di quanto si offre. Un messaggio che accompagna l’invito rivolto ai cittadini a entrare nella Protezione Civile e contribuire, con il proprio tempo e le proprie competenze, alla sicurezza della comunità.