Il processo

Torino, messa alla prova per i 12 militanti di estrema destra accusati di apologia di fascismo

L'indagine era scattata dopo il sequestro del circolo "Edoras", all'interno del quale, secondo l’accusa, i militanti organizzavano raduni e serate musicali per esaltare il ventennio

Torino, messa alla prova per i 12 militanti di estrema destra accusati di apologia di fascismo

Svolta giudiziaria a Torino per il gruppo di estrema destra “Avanguardia Torino”. Il giudice ha concesso oggi la messa alla prova a dodici dei diciassette militanti accusati di apologia di fascismo. Per loro il processo viene sospeso in cambio di un percorso rieducativo.

L’accusa di apologia di fascismo

L’indagine era scattata dopo il sequestro del circolo “Edoras”, all’interno del quale, secondo l’accusa, i militanti organizzavano raduni e serate musicali per esaltare il ventennio, intonando cori razzisti, antisemiti e slogan negazionisti sull’Olocausto.

Gli imputati – tra cui Carlo Vignale, figlio dell’assessore regionale piemontese – eviteranno una condanna fino a sei anni, ma dovranno svolgere lavori socialmente utili presso canili, Croce Rossa e la comunità dei Vincenziani.

Entro otto mesi dovranno inoltre risarcire le parti civili: per l’Unione delle Comunità Ebraiche la cifra complessiva oscillerà tra i 4.800 e i 12.000 euro, a cui si aggiungono i danni al proprietario del circolo sequestrato. I giovani hanno ora quindici giorni di tempo per presentarsi all’Ufficio esecuzione penale esterna e avviare il percorso. Se completato con successo, il reato sarà estinto.