Incontro

Solidarietà in divisa: la Polizia di Alessandria sposa la causa di AIDO

Incontro sulla cultura del dono alla Scuola Agenti "Cardile"

Solidarietà in divisa: la Polizia di Alessandria sposa la causa di AIDO

ALESSANDRIA – Un forte segnale di solidarietà e senso civico è arrivato dalla Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato “Antonio Cardile” di Alessandria. In occasione dell’incontro formativo con l’AIDO (Associazione Italiana Donatori Organi, Tessuti e Cellule), un nutrito gruppo di 59 giovani allievi del 233° corso ha scelto di sottoscrivere immediatamente il modulo per la dichiarazione di volontà alla donazione post-mortem.

Incontro sulla cultura del dono alla Scuola Agenti “Cardile”

L’evento, nato dalla storica collaborazione tra l’istituto di polizia e l’associazione, è stato aperto dalla direttrice della scuola, la dott.ssa Elena Gola, che ha ricevuto da AIDO un attestato di stima per il costante supporto. All’incontro hanno preso parte la presidente della Sezione Provinciale di Alessandria, Nadia Biancato, insieme ai volontari dei Gruppi Intercomunali e alla dott.ssa Chiara Coppo, in rappresentanza dell’Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia. Durante la mattinata sono stati condivisi dati cruciali che fotografano l’attuale situazione delle liste d’attesa in Italia. Sono infatti 8.534 i pazienti in attesa di un trapianto, ma la carenza di organi permetterà solo a un terzo di loro di ricevere una risposta entro la fine dell’anno, con tempi medi di attesa che superano i tre anni.

La presidente Nadia Biancato ha sottolineato come la donazione sia un “diritto-dovere di ogni cittadino” e un atto di responsabilità che va deciso in vita. Oggi il 29% dei familiari si oppone alla donazione al momento del decesso del congiunto, bloccando circa 2.000 trapianti all’anno. Biancato ha inoltre ricordato che esprimere il consenso significa anche fare prevenzione: promuovere sani stili di vita (evitare il fumo, mangiare sano, limitare l’alcol) riduce alla radice il rischio di aver bisogno di un trapianto, una necessità che statisticamente colpisce 1 persona su 7 nel corso della vita. La dott.ssa Chiara Coppo ha fatto chiarezza sugli aspetti clinici e legali della donazione, spiegando nel dettaglio il protocollo della morte encefalica: un accertamento rigoroso che prevede sei ore di osservazione da parte di tre diversi medici specialisti prima di poter procedere alla verifica del consenso e al prelievo.

Il momento più toccante della giornata è stato l’intervento di Lucia Lo Vetro, trapiantata di fegato, che ha condiviso la propria storia personale. La sua testimonianza ha visibilmente commosso la platea, che le ha tributato un lungo e spontaneo omaggio. L’incontro si è chiuso con l’auspicio che i futuri agenti possano farsi portavoce di questo messaggio anche fuori dalla scuola, contrastando la disinformazione che spesso si registra agli sportelli delle Anagrafi Comunali, dove la percentuale di mancata espressione o diniego tocca ancora il 70%.