Per decenni è rimasta una tragedia poco conosciuta, nonostante abbia segnato profondamente centinaia di famiglie italiane. L’affondamento dell’Arandora Star, avvenuto il 2 luglio 1940 nell’Atlantico, rappresenta uno degli episodi più drammatici dell’internamento degli italiani residenti nel Regno Unito durante la Seconda guerra mondiale.
La tragedia dell’Arandora Star
L’Arandora Star era nata come nave da crociera di lusso della marina britannica, ma con lo scoppio del conflitto venne requisita e trasformata in mezzo per il trasporto degli internati civili.
Dopo la dichiarazione di guerra dell’Italia alla Gran Bretagna, migliaia di connazionali residenti oltremanica furono arrestati come potenziali nemici. Tra loro vi erano ristoratori, gelatai, commercianti e lavoratori emigrati da anni, spesso perfettamente integrati nella società britannica.
712 italiani vennero imbarcati sulla nave insieme a internati tedeschi e austriaci e diretti verso il Canada. Il viaggio, però, si trasformò in una tragedia quando il sommergibile tedesco U-47 silurò l’Arandora Star al largo delle coste irlandesi.
L’affondamento provocò centinaia di vittime e aprì un acceso dibattito sulle responsabilità britanniche. La nave non disponeva infatti delle necessarie misure di protezione previste dal diritto internazionale e, secondo quanto emerso dalle successive indagini parlamentari, furono numerose le irregolarità nella gestione della missione.
La vicenda colpì duramente anche il Piemonte e il Monferrato, dove molte famiglie persero parenti emigrati in cerca di lavoro. Un capitolo doloroso della storia dell’emigrazione italiana che solo negli ultimi anni sta tornando all’attenzione del grande pubblico grazie a studi, pubblicazioni e iniziative commemorative.
Due romanzi per restituire voce alle vittime
Una vicenda familiare scoperta quasi per caso è diventata un lungo percorso di ricerca storica e narrativa. Così sono nati Quel che abisso tace e Quel che onda divide, i due romanzi con cui Maura Maffei racconta una delle tragedie meno conosciute della Seconda guerra mondiale.
Tutto ha avuto origine dalla scoperta che un parente dell’autrice, Cesare Vairo, direttore del celebre Piccadilly Hotel di Londra, era tra gli italiani imbarcati sull’Arandora Star e mai tornato a casa.
Da quella rivelazione è nato un lavoro di documentazione che ha portato alla ricostruzione delle vicende degli internati italiani, delle loro famiglie e dei sopravvissuti.
Nel primo romanzo il lettore segue il viaggio della nave fino al tragico affondamento, mentre il secondo amplia il racconto soffermandosi sulle donne rimaste in patria o in Gran Bretagna, costrette ad affrontare anni di attesa, incertezza e dolore.
L’autrice ha scelto di costruire una narrazione storicamente rigorosa, inserendo pochi personaggi di fantasia all’interno di eventi realmente accaduti. Grande spazio è dedicato anche alle comunità piemontesi e monferrine, che pagarono un prezzo altissimo in termini di vite umane.
Tra le pagine emergono storie di famiglie divise dalla guerra, di emigrati che avevano costruito una nuova esistenza e di comunità che conservarono per decenni il ricordo dei propri cari, contribuendo oggi a mantenere viva una memoria che rischiava di andare perduta.
Una Giornata dedicata alle vittime
L’Italia avrà una giornata ufficiale dedicata alla memoria delle vittime dell’Arandora Star. L’11 ottobre diventa infatti il momento istituzionale per ricordare uno degli episodi più drammatici dell’emigrazione italiana durante la Seconda guerra mondiale.
Il provvedimento, approvato all’unanimità da Camera e Senato, punta a colmare un vuoto nella memoria collettiva, riconoscendo il sacrificio dei 446 italiani morti nel naufragio del 1940.
La ricorrenza non si limiterà alle commemorazioni ufficiali. La legge prevede infatti iniziative educative nelle scuole e momenti di riflessione destinati a far conoscere alle nuove generazioni una pagina poco affrontata nei programmi scolastici.
L’obiettivo è valorizzare la storia dell’emigrazione italiana, ricordando come migliaia di connazionali abbiano lasciato il Paese in cerca di lavoro e come, in tempo di guerra, molti di loro siano stati coinvolti in eventi drammatici indipendentemente dalle proprie responsabilità.
Per il Piemonte e il Monferrato il tema assume un significato particolare. Numerosi comuni della regione contarono vittime e sopravvissuti dell’Arandora Star, lasciando un segno ancora vivo nella memoria delle famiglie.
La nuova giornata nazionale rappresenta quindi non solo un tributo alle vittime del naufragio, ma anche un’occasione per riflettere sul valore della memoria storica e sul ruolo che la conoscenza del passato può avere nella comprensione delle grandi migrazioni di ieri e di oggi.