Per la Corte d’appello di Milano l’area a caldo dell’ex Ilva di Taranto deve essere chiusa entro 90 giorni. «I rischi sanitari – scrivono – vanno ridotti entro i limiti di sicura accettabilità».
Lo stop dell’area a caldo
Secondo i giudici, le polveri sottili sono oltre i limiti previsti dalla legge e potrebbero essere la causa dell’aumento di tumori. Pertanto, la produzione potrà ripartire dopo la rimozione integrale dell’amianto «ancora presente negli impianti» e l’adozione di misure per «ricondurre le emissioni delle polveri sottili entro limiti di sicurezza, con riferimento allo scenario produttivo autorizzato di 6 milioni di tonnellate l’anno».
La notizia arriva a poche ore dall’incontro tra governo e sindacati fissato per domani, a Palazzo Chigi.
Il governo sta lavorando per la cessione del gruppo agli indiani di Jindal. Le trattative sono in corso, dopo mesi di stallo con il fondo americano Flacks, inizialmente individuato come interlocutore privilegiato.
A non convincere sarebbero state le mancate garanzie finanziarie rispetto all’investimento, sulle quali i commissari straordinari hanno più volte richiesto una documentazione dettagliata.