Il Consiglio di Amministrazione della Consulta delle Fondazioni di Origine Bancaria del Piemonte e della Liguria, riunito oggi alla presenza dell’Assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi, ha dato il via a due progetti regionali promossi con l’Assessorato e la Direzione Sanità della Regione Piemonte: il potenziamento dello screening neonatale e lo sviluppo di un modello di odontoiatria solidale, che mobilitano complessivamente oltre 3,6 milioni di euro messi a disposizione dalle Fondazioni del territorio.
Filantropia e sanità pubblica
Il progetto di potenziamento dello screening neonatale – con capofila la Fondazione Compagnia di San Paolo –,della durata di 24 mesi, amplia da 49 a 65 il numero di patologie individuabili alla nascita. Lo screening sarà gratuito e garantito in modo uniforme in tutti i punti nascita di Piemonte e Valle d’Aosta, indipendentemente dalla residenza e dal reddito: su una base di circa 50.000 nascite attese nei due anni e con un’adesione, su base volontaria, stimata del 95%, saranno sottoposti a screening circa 47.500 neonati, consentendo di individuare, secondo le stime, circa 80 casi l’anno di patologie oggi non intercettate.
Il modello, organizzato su tre livelli – punti nascita, hub analitico regionale presso l’AO OIRM-Sant’Anna e centri clinici specialistici per la conferma dei test genetici (IIGM) e la presa in carico- garantirà l’identificazione precoce delle patologie e consentirà di avviare la terapia nella finestra temporale raccomandata. Un fattore determinante per l’efficacia della cura necessaria e un risparmio importante di risorse future per il sistema sanitario grazie alla diagnosi precoce. L’investimento complessivo è di 3.400.000 euro in due anni e genererà evidenze utili a un futuro inserimento del panel esteso nei LEA.
Il programma Odontoiatria solidale – capofila Fondazione CRC -, che sarà realizzato da Azienda Zero Piemonte nell’arco di 12 mesi, avvierà un percorso di prevenzione, cura e follow-up odontoiatrico rivolto a persone in condizione di vulnerabilità – da chi ha un reddito basso a chi vive senza dimora, dagli anziani fragili ai migranti – grazie a una rete di almeno dieci partner territoriali (servizi sociali, enti del Terzo settore, strutture di accoglienza, medici di famiglia, mediatori culturali) e a un Albo regionale dei professionisti aderenti.
In questa prima fase di sperimentazione prevede di prendere in carico almeno 300 beneficiari ed erogare oltre 1.000 prestazioni, con un costo per beneficiario inferiore rispetto al percorso equivalente nel settore privato. L’obiettivo è ridurre del 20-30% gli accessi impropri al pronto soccorso per problemi odontoiatrici evitabili, con un protocollo pensato per essere misurato – anche attraverso un report di impatto sociale (SROI) – e replicato in altri territori. Il valore del progetto nel primo anno è di 205.000 euro.