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Ex Ilva: Confindustria Genova strizza l’occhio a Novi. Muliere: “E’ cambiato lo scenario”

Muliere: "Ho sempre sostenuto di tenere unito il gruppo, ma in questa fase voglio salvare i 550 lavoratori più l’indotto di ex Ilva a Novi”.

Ex Ilva: Confindustria Genova strizza l’occhio a Novi. Muliere: “E’ cambiato lo scenario”

Stato di agitazione tra i lavoratori ex Ilva degli stabilimenti di Genova e di Novi Ligure, nell’Alessandrino, in attesa della nuova convocazione del governo – martedì prossimo, al Ministero delle imprese – per discutere con le parti sociali del futuro dell’impianto siderurgico di Taranto.

Verso soluzioni alternative

Nel frattempo per il giorno prima, lunedì, i sindacati hanno proclamato sciopero proprio nella casa madre pugliese. Intanto è il presidente di Confindustria Genova, Fabrizio Ferrari, a rilasciare in queste ore dichiarazioni relative al fatto che è necessario trovare una soluzione alternativa, dal momento in cui si chiuderanno i forni a caldo a Taranto, il che equivale a non avere più i coils da lavorare a Genova e Novi Ligure, con conseguente chiusura anche di questi siti.

Il presidente degli industriali genovesi, quindi, sollecita una revisione della gara per l’ex Ilva con una gestione separata dei singoli stabilimenti del gruppo, che potrebbero vedere lavorare insieme Genova e Novi.

“E’ evidente che il decreto dei giudici che impone la chiusura dell’area a caldo di ex Ilva a Taranto ha modificato lo scenario di una situazione già drammatica – ha affermato il sindaco di Novi Ligure, Rocchino Muliere -: certo, è necessario verificare, a fronte di valutazioni dal punto di vista industriale, tecnico e operativo la fattibilità di staccarsi da Taranto. Ho sempre sostenuto di tenere unito il gruppo e, ad oggi, il potenziale acquirente indiano Jindal ha affermato di essere interessato a tutti gli stabilimenti, ma in questa fase, come sindaco e rappresentante delle istituzioni, voglio salvare i 550 lavoratori più l’indotto di ex Ilva a Novi”.