Il caso

Nessun passo avanti per gli ex lavoratori della Rsa di Gavi, ancora in attesa di risposte

Cse Sanità continua a seguire da vicino l’evolversi della situazione degli ex dipendenti della Rsa di Gavi

Nessun passo avanti per gli ex lavoratori della Rsa di Gavi, ancora in attesa di risposte
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Nessun passo in avanti per gli ex dipendenti della Cooperativa Sociale Codess Sociale che operavano presso la RSA di Gavi, chiusa definitivamente dal primo gennaio 2025.

I dubbi dei lavoratori dell'ex Rsa di Gavi

Cse Sanità, sindacato maggiormente rappresentativo tra gli ex dipendenti segnala come," nonostante gli annunci e le speranze di una possibile riapertura, dal mese di gennaio 2025 nessun concreto passo in avanti sia stato compiuto dalle istituzioni competenti".

"A questo si aggiunge la grave situazione in cui versano gli ex lavoratori della struttura: l’Inps ha rifiutato le richieste di Naspi, lasciando molti di loro privi di un sostegno economico fondamentale. - spiega il sindacato - Inoltre, la Cooperativa che gestiva la RSA si è rifiutata di avviare un confronto conciliativo per il risarcimento del mancato preavviso, costringendo i lavoratori ad avviare azioni legali per ottenere quanto loro dovuto. Questo ha comportato ulteriori spese a carico di persone già colpite da una situazione di profonda incertezza".

A distanza di mesi dalla chiusura della struttura, i dipendenti si trovano ancora affrontare ostacoli burocratici ed economici "senza che vi sia un'assunzione di responsabilità da parte degli enti coinvolti". Pertanto, Cse Sanità chiede alla Regione di intervenire con urgenza affinché venga fatta chiarezza sul futuro della RSA e vengano trovate soluzioni concrete per tutelare i diritti dei lavoratori colpiti.

Campanino Alessandro, Componente della Segreteria Nazionale Cse Sanità con delega al SSAEP, chiede "un urgente intervento concreto di ogni politicante ed ogni istituzione per salvaguardare gli ex dipendenti, visto che questa situazione è stata causata solo ed esclusivamente dalla mala gestio dell'ASL AL e dalla fame di profitto della Cooperativa Sociale Codess".

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