Si è svolto presso la sala di Palazzo Monferrato di Alessandria l’evento di restituzione del progetto “Linee di Dialogo”, promosso dallo SPI CGIL Alessandria, che ha coinvolto attivamente gli studenti dell’Istituto professionale CIOFS-FP e le pensionate e i pensionati della CGIL in un percorso intergenerazionale dedicato alla riflessione sulla violenza di genere, sulle discriminazioni e sui modelli culturali che le alimentano.
Il progetto “Linee di Dialogo”
Come ha sottolineato Antonella Albanese, Segretaria Generale dello SPI CGIL Alessandria, “Il bello non sta scomparendo: deve essere riconosciuto, custodito e reinventato insieme.” Un progetto che ha saputo andare oltre il semplice confronto tra generazioni, trasformandosi in un laboratorio vivo di ascolto, relazione e consapevolezza, in cui giovani e anziani hanno condiviso esperienze, linguaggi ed emozioni, dando voce a ciò che spesso resta invisibile o taciuto.
A evidenziarlo è stato il direttore artistico Giorgio Annone: “Non volevamo fare una lezione sulla violenza, ma lavorare sul modo in cui stiamo nelle relazioni e su come il linguaggio costruisce ciò che siamo.”
Il progetto nasce all’interno della Segreteria SPI CGIL e rappresenta un’evoluzione di percorsi precedenti dedicati al dialogo tra generazioni. Come ha spiegato Cecilia Garrone, Responsabile del Coordinamento Donne Spi CGIL Alessandria: “Quel ponte che immaginavamo all’inizio è diventato una strada: un luogo in cui generazioni diverse hanno imparato a camminare insieme.”
Attraverso il Teatro degli Oppressi, i partecipanti hanno esplorato il corpo come strumento di espressione e consapevolezza, affrontando dinamiche di potere, stereotipi e conflitti. L’educatore Salvatore Falzone ha sottolineato: “Solo mettendoci in una condizione di vulnerabilità possiamo davvero incontrare l’altro e trasformare il conflitto in qualcosa di condiviso.”
Parallelamente, il lavoro artistico ha permesso di tradurre emozioni e riflessioni in immagini e simboli, superando visioni rigide e stereotipate dell’identità. Come ha raccontato l’artista Fabio Orioli: “Abbiamo lavorato sulle sfumature, perché l’identità non è mai bianca o nera: è fatta di passaggi, di incontri e di trasformazioni.”
Il progetto è stato sostenuto dal Comune di Alessandria, attraverso il Sindaco e l’Assessora alle Politiche Sociali.
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