Il Comune di Alessandria ha avviato una collaborazione con le associazioni locali AIDO, AVIS, ADISCO e l’Ordine delle Professioni Infermieristiche della provincia di Alessandria per diventare “città del Dono”.
Alessandria “città del dono”
Il “battesimo” di questo percorso, che porterà all’ufficializzazione con l’impiego di idonea cartellonistica agli ingressi della città, si è celebrato questa mattina, all’indomani della Giornata Nazionale della Donazione Organi e Tessuti indetta per decreto dal Ministero della Salute.
Nel cortile del palazzo Comunale dalle 9 alle 12,30 le associazioni hanno allestito un punto informativo che per l’intera mattinata ha ricevuto richieste da parte dei cittadini che si sono recati negli uffici per varie incombenze.
Il vicesindaco Giovanni Barosini, gli assessori Gianni Ivaldi, Roberta Cazzulo e Irene Molina, ciascuno per la propria competenza hanno assicurato che si proseguirà con altre iniziative: già in programma altri momenti informativi sempre in Comune in occasione della Giornata Mondiale della Donazione Sangue e della Giornata Mondiale del Sangue Cordonale.
Nadia Biancato, presidente di AIDO – Associazione Italiana Donatori Organi, Tessuti e Cellule – e di ADISCO – Associazione Donatrici Italiane Sangue Cordone Ombelicale, esprime soddisfazione per questo avvio: “I cittadini hanno necessità di informazioni: il 3 agosto non saranno più valide le carte di identità cartacee e al rinnovo con emissione della carta di identità elettroniche per la prima vista sarà chiesto loro di esprimersi sulla donazione organi e tessuti. E’ importante che lo sappiano, ma anche che comprendano che si tratta di donazione post mortem, quando gli organi non serviranno più a se stessi, ma se sani, idonei, potranno essere donati a scopo di trapianto. Ogni donazione può salvare fino a 8 persone. Ma da subito il beneficio è per la propria salute. AIDO come ad Avis o Adisco desiderano la salute per tutti, ecco perché distribuiamo un flyer comune “Stare bene, prendiamoci cura di noi” perché ogni individuo ha il diritto ma anche la responsabilità di non ammalarsi, di condurre uno stile di vita sano. Così ci si mette in sicurezza. I dai ci dicono che nel corso della propria vita 1 persona su 7 può aver necessità di un trapianto per proseguire la propria vita. Ma per chi si ammala seriamente, tanto da aver bisogno di un trapianto, c’è 1 possibilità su 3 di poter ricevere un trapianto perché non ci sono organi e tessuti sufficienti. Quindi da un lato occorre sensibilizzarsi alla donazione organi, e così facendo si assume la consapevolezza che vivere in modo sano non solo consentirà, forse un giorno, di poter donare i propri organi, ma subito di potersi mettere al riparo da eventuali malattie, subdole, ad esempio, come il diabete. Dire sì alla donazione rappresenta una sorta di assicurazione sulla vita. Questa è una scelta da farsi in vita, prima possibile. Non si deve lasciare ai famigliari questa decisione perché è un peso troppo gravoso in un momento delicatissimo quale è quello del commiato. L’80% dei parenti non da il consenso e per questa decisione, pur comprensibile, ogni anno si fanno 2.000 trapianti in meno ( se ne fanno meno di 5.000) negando una seconda occasione di vita a migliaia di malati. Ringraziamo il Comune di Alessandria per questa opportunità: speriamo di poter aiutare i cittadini ad informarsi e a ridurre le opposizioni che oggi si raccolgono all’Anagrafe. Alessandria come molti Comuni supera il 40% di “NO” e questo mette a rischio i trapianti di organi e tessuti già a 15 anni da ora”.
Fabrizio Gamba, presidente di AVIS Comunale dichiara: “Questo evento è un segnale forte della nostra volontà di fare squadra. Avere la possibilità di essere presenti ci riempie di orgoglio e ci dà visibilità. Spesso i donatori non sanno che possono impegnarsi su più fronti: donare il sangue è il primo passo di un percorso di responsabilità civica che ci lega indissolubilmente alla tutela della salute collettiva. Essere qui con AIDO e ADISCO rafforza il messaggio che il dono non ha confini.”
Chiara Coppo, in rappresentanza di OPI, aggiunge:” Gli infermieri hanno nel loro codice etico e deontologico la sensibilizzazione alla donazione di organi e tessuti. Grazie al Protocollo con AIDO siamo presenti nelle scuole e ovunque ci sia la necessità di informare: le persone esprimo ancora dubbi e insieme possiamo scioglierli dando comunicando il valore del dono e informazioni corrette su donazione-prelievo e trapianto”.