La nota

Alessandria Punto e a Capo: “Sulla Linea 2 è mancato ancora una volta il confronto con i cittadini”

Fratelli d'Italia presenta un interpellanza per fare chiarezza sulla modifica del percorso della Linea 2, sulla riorganizzazione della Linea B

Alessandria Punto e a Capo: “Sulla Linea 2 è mancato ancora una volta il confronto con i cittadini”

Fanno discutere le modifiche alla Linea 2 del trasporto pubblico nel quartiere Cristo di Alessandria.

Le modiche alla linea 2

Sulla questione è intervenuta l’associazione Alessandria Punto e a Capo: Il punto non è soltanto la modifica di una linea bus. Il punto è il metodo. Quando si interviene su mobilità, collegamenti, servizi pubblici, viabilità o organizzazione del territorio, bisogna coinvolgere prima i cittadini, le associazioni, i commercianti, i quartieri e i sobborghi interessati. Altrimenti si continua a trattare la città come un insieme di zone da amministrare dall’alto, invece che come una comunità viva, fatta di bisogni concreti e competenze diffuse”.

Ci dispiace constatare che, ancora una volta, una decisione importante per la vita quotidiana di tanti cittadini sia arrivata senza un confronto preventivo reale con il territorio“, dichiara Claudio Perissinotto, presidente dell’associazione Alessandria Punto e a Capo.

Secondo l’associazione , questa vicenda evidenzia anche una fragilità più ampia: Alessandria fatica ancora a costruire un rapporto vero con i propri quartieri e con i propri sobborghi. Cabanette, Cantalupo, Casalbagliano, Villa del Foro, Spinetta, Litta Parodi, Castelceriolo, Mandrogne, San Giuliano, Lobbi, Valmadonna, Valle San Bartolomeo e tutte le altre realtà del territorio non possono essere considerate periferie amministrative da ricordare solo quando serve. Sono parti essenziali della città e devono essere coinvolte nelle scelte che riguardano mobilità, servizi, sicurezza, collegamenti, ambiente e qualità della vita”.

Per Alessandria Punto e a Capo, il problema sta “nella difficoltà nel costruire un’interazione stabile con i cittadini sulle questioni territoriali. Non basta informare. Non basta pubblicare un avviso. Non basta dire che una scelta è migliorativa. Serve un metodo diverso: assemblee nei quartieri, incontri nei sobborghi, raccolta strutturata delle esigenze, confronto con le associazioni e restituzione pubblica delle decisioni prese”, come accaduto sul tema dello snodo logistico.

Alessandria Punto e a Capo chiede quindi che, sulle modifiche alla Linea 2 e più in generale sulle decisioni che riguardano mobilità e servizi territoriali, venga aperto un confronto vero con cittadini, associazioni e realtà locali,”non per bloccare i cambiamenti, ma per renderli più giusti, più efficaci e più aderenti ai bisogni reali. Una città funziona davvero quando chi la amministra impara prima di tutto ad ascoltarla”.

L’interpellanza di Fratelli d’Italia

Anche il Presidente del Gruppo Consiliare di Fratelli d’Italia, Emanuele Locci, insieme al Vicepresidente del Consiglio Comunale Maurizio Sciaudone e al Consigliere Comunale Ezio Castelli, entrambi residenti nel quartiere Cristo, hanno presentato un’interpellanza per fare chiarezza sulla modifica del percorso della Linea 2, sulla riorganizzazione della Linea B e sulle voci relative a possibili cambiamenti strutturali della viabilità di corso Acqui, compresa l’ipotesi di senso unico.

L’interpellanza chiede al Sindaco e alla Giunta di chiarire quali atti, valutazioni tecniche e interlocuzioni istituzionali abbiano portato alla modifica del percorso della Linea 2 e della Linea B, da quando l’Amministrazione fosse a conoscenza dell’ipotesi di modifica, quali dati dimostrino che il nuovo assetto garantirà un servizio equivalente o migliorativo e se la riorganizzazione abbia carattere definitivo o sperimentale.

Particolare attenzione viene posta anche sulle voci relative a possibili ulteriori modifiche della viabilità di corso Acqui, compresa l’ipotesi di trasformazione a senso unico. Una scelta di questo tipo, se confermata, avrebbe ricadute rilevanti su traffico, parcheggi, accessibilità delle attività commerciali, sicurezza stradale, trasporto pubblico e vivibilità complessiva del quartiere.

L’ordine del giorno non vuole essere una bandierina di partito, ma uno strumento utile per mettere nero su bianco un principio che dovrebbe unire tutti: su corso Acqui e sul Cristo non si decide senza ascoltare il territorio”, dichiara Emanuele Locci.Chiedo a tutti i gruppi consiliari, di maggioranza e di minoranza, di condividere e discutere l’ordine del giorno nel prossimo Consiglio Comunale. Il Regolamento consente la trattazione urgente con l’assenso di un terzo dei gruppi consiliari: se davvero tutti ritengono necessario il confronto, lunedì possiamo dimostrarlo con un voto politico chiaro”.

L’ordine del giorno chiede al Sindaco, alla Giunta, ad AMAG Mobilità e agli altri soggetti competenti di sospendere o comunque non rendere definitiva ogni decisione relativa al trasporto pubblico e alla viabilità di corso Acqui fino allo svolgimento di un confronto pubblico con residenti, commercianti e associazioni del quartiere Cristo.

Il testo chiede inoltre di sottoporre preventivamente la questione alle Commissioni consiliari competenti, di coinvolgere la Consulta Comunale per la Mobilità Sostenibile, l’Associazione Alessandria Sud e l’Associazione Attività e Commercio del Quartiere Cristo, e di escludere che corso Acqui possa essere trasformato a senso unico senza preventiva discussione istituzionale e confronto pubblico con cittadini e associazioni.