Amag SpA e Amag Ambiente rispondono con una nota a firma dei presidenti Stefano Franciolini e Paolo Borbon per fare chiarezza in merito alla raccolta firme dei lavoratori consegnata al consigliere comunale Emanuele Locci.
La risposta di Amag e Amag Ambiente
L’azienda, innanzitutto, precisa che non risulta che “tutti i lavoratori abbiano aderito a questa raccolta firme né tantomeno che le diverse sigle sindacali siano state informate di questa iniziativa”, ricordando che lo scorso 5 novembre, inoltre, Amag Ambiente ha sottoscritto un protocollo d’intesa che introduce la clausola sociale nell’ambito della gara a doppio oggetto insieme al Comune di Alessandria, promotore dell’iniziativa, al Consorzio di Bacino Alessandrino per la Raccolta e il Trasporto dei Rifiuti Solidi Urbani, in qualità di stazione appaltante, e alla presenza di tutte le principali sigle sindacali.
“Come già anticipato in vari appuntamenti istituzionali nei mesi scorsi, AMAG sta collaborando attivamente con il Consorzio di Bacino e con il Comune di Alessandria per finalizzare il bando di gara.- spiega l’azienda – Un bando di gara particolarmente complesso che ha necessitato di tempi e risorse importanti ma che ormai è in dirittura d’arrivo. Sulla gara, quindi, non si torna indietro e entro il corrente mese di gennaio verrà reso noto il cronoprogramma”.
Come noto a tutti, infatti, il Comune capoluogo deve rimediare con urgenza al ritardo nella percentuale di rifiuti differenziati raccolti, nonostante il recupero di circa 5 punti percentuali in questi ultimi 3 anni, dopo un lungo periodo di crescita zero. Un ritardo che penalizza tutto il Consorzio di Bacino, nonostante l’ottima performance della maggior parte dei Comuni soci, e che vede infliggere delle penali che gravano poi su tutta la cittadinanza. Per far fronte a questa situazione, come da indirizzi deliberati dal Consiglio comunale di Alessandria, il sistema di raccolta deve virare sul Porta a Porta diffuso, così come adottato in tutti i principali capoluoghi di provincia della Regione, a partire dal Comune di Novara, che, non a caso, guida la classifica in termini di percentuali di RD che superano abbondantemente il 70% del totale dei rifiuti raccolti. Qui i dati aggiornati pubblicati dalla Regione Piemonte nel Dicembre 2025 dove si legge, tra l’altro, come proprio la raccolta Porta a Porta sia stata spinta dalla Regione Piemonte nel suo piano d’investimenti 2024-2025.
Per recuperare il ritardo accumulato, AMAG Ambiente ha già avviato dallo scorso mese di luglio la raccolta PAP nelle zone industriali della città, per porre fine al degrado della perniciosa abitudine del “turismo dei rifiuti” e con soddisfazione delle imprese coinvolte che hanno aderito con entusiasmo al nuovo servizio. I primi dati sono incoraggianti ma è evidente che si tratta di un primo piccolo passo evidentemente non sufficiente per avvicinarsi alla soglia del 65% di RD fissata a livello regionale e che, di conseguenza, AMAG Ambiente necessita di un massiccio piano di investimenti le cui risorse economiche – stimabili in circa 10 milioni di Euro – non sono nemmeno lontanamente nella disponibilità dell’azionista. Di qui la necessità di aprire il capitale sociale al mercato per cercare un partner privato che consenta di apportare gli investimenti finalizzati a ridisegnare il sistema di raccolta in modo da erogare un servizio in grado di centrare i target regionali.
Si ricorda, infine, come l’onere più grave per il calcolo della TARI sia quello derivante dai costi di smaltimento dei rifiuti. Se l’azienda non inverte il trend nella capacità di raccolta dei rifiuti differenziati, è evidente come il costo per il cittadino-utente non possa scendere. A ciò si aggiunge anche l’obiettivo del Piano Regionale per la gestione dei Rifiuti Urbani (PRUBAI) che prevede un conferimento in discarica inferiore al 3% entro il 2035.
Tutti gli elementi qui riportati – economici, sociali, ambientali e normativi – dimostrano ciò che tutti sanno (o almeno dovrebbero sapere): il Gruppo AMAG, proprio per salvare l’azienda e l’occupazione dei suoi dipendenti, ha una strada obbligata davanti a sé, l’assoluta urgenza di una governance pubblico-privata in grado di realizzare gli investimenti necessari a incrementare la raccolta differenziata, ridurre lo smaltimento in discarica e tornare a offrire un servizio più dignitoso e sostenibile alle cittadine e ai cittadini di Alessandria”.