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Centro più vivibile, meno traffico: la scommessa dei varchi ad Alessandria

Con l’attivazione dei varchi elettronici, Alessandria avvia un cambiamento che punta a migliorare la qualità della vita e rilanciare il commercio di prossimità

Centro più vivibile, meno traffico: la scommessa dei varchi ad Alessandria

Le prime valutazioni sull’attivazione dell’APU e sulle nuove regole di accesso al cuore della città, insieme all’assessore ai Lavori Pubblici, Trasporti e Mobilità del Comune di Alessandria, Michelangelo Serra.

La scommessa dei varchi ad Alessandria

L’accensione dei varchi elettronici nel centro cittadino segna un passaggio importante nella politica della mobilità urbana di Alessandria. Le prime settimane di funzionamento mostrano già effetti tangibili: alcune aree storicamente congestionate, come Piazza della Libertà e Corso Roma, risultano più ordinate e facilmente percorribili a piedi.

L’obiettivo dichiarato dell’amministrazione è chiaro: ridurre il traffico di attraversamento che per anni ha trasformato le vie centrali in semplici corridoi di passaggio. L’idea è che chi entra in centro lo faccia per viverlo, frequentarlo e utilizzarne i servizi, non per attraversarlo rapidamente.

Non sono mancate le perplessità, soprattutto da parte di chi teme un ulteriore colpo al commercio locale. Una preoccupazione legittima, inserita però in un quadro più ampio di difficoltà economiche che colpiscono i centri storici in tutta Italia. Secondo l’assessore Serra, le esperienze di molte città indicano che spazi più sicuri e accessibili ai pedoni favoriscono la permanenza e, di conseguenza, gli acquisti.

Il provvedimento non prevede un accesso completamente interdetto: residenti, persone con disabilità, commercianti e corrieri possono continuare a entrare con modalità regolamentate. I risultati più significativi, sottolinea l’amministrazione, si valuteranno nei prossimi mesi, quando la maggiore presenza di persone renderà più evidente l’impatto sulla vita del centro.

Buche e asfalti, una sfida aperta tra emergenze e bilanci

Le segnalazioni sulle buche e sul degrado dell’asfalto continuano ad arrivare da ogni quartiere e frazione. Durante la trasmissione “Filo Diretto” è emerso con chiarezza quanto il problema sia diffuso e, allo stesso tempo, complesso da affrontare.

Il Comune di Alessandria dispone di un numero molto ridotto di operai dedicati alla manutenzione stradale. Una condizione che costringe a interventi mirati, soprattutto nei mesi invernali, quando pioggia e gelo aggravano le criticità. In questa fase si interviene principalmente sulle situazioni di maggiore pericolo, spesso con soluzioni temporanee che garantiscono la sicurezza ma non la durata nel tempo.

Un ulteriore elemento di confusione riguarda le competenze: molte strade segnalate dai cittadini non sono comunali, ma provinciali o gestite da altri enti. Questo limita la possibilità di intervento diretto e richiede il coordinamento con Provincia, Regione e, in alcuni casi, ANAS.

Con l’arrivo della bella stagione sono previsti ripristini più strutturali, compatibilmente con i fondi disponibili. L’amministrazione ribadisce che le priorità saranno stabilite in base alla sicurezza e all’intensità del traffico, in un contesto in cui le risorse restano purtroppo insufficienti rispetto alle necessità.

Piste ciclabili e città che cambia

Le piste ciclabili rappresentano uno degli interventi più visibili della trasformazione urbana degli ultimi anni. Non sempre però sono percepite come sicure, soprattutto quando ricavate direttamente sulla carreggiata.

Durante la trasmissione è stato chiarito che l’utilizzo dei marciapiedi per le biciclette non è sempre possibile, sia per motivi di spazio sia per i vincoli imposti dal Codice della Strada. Dove le condizioni lo consentono, come in alcune aree specifiche, sono già state realizzate piste ciclabili protette.

Il nodo principale resta quello delle risorse. Realizzare infrastrutture ciclabili separate dal traffico comporta costi elevati e richiede finanziamenti esterni. Un singolo tratto può arrivare a costare centinaia di migliaia di euro, una cifra difficile da sostenere per un Comune in difficoltà economica.

La direzione intrapresa, tuttavia, è chiara: ridurre progressivamente lo spazio dedicato alle auto e incentivare forme di mobilità più sostenibili. Un percorso che richiede tempo, investimenti e un cambiamento culturale, ma che viene considerato fondamentale per rendere la città più sicura e vivibile.