Attualità
Adesione altissima

Ex Ilva di Novi Ligure, sciopero di 24 ore a poche ore dalla definizione del nuovo CdA

Gli operai si sono suddivisi in tre turni da 8 ore per chiedere certezze future e il rispetto degli accordi del 2018, completamente disattesi secondo i sindacati.

Ex Ilva di Novi Ligure, sciopero di 24 ore a poche ore dalla definizione del nuovo CdA
Attualità Novi e Arquata, 20 Luglio 2021 ore 16:13

Uno sciopero di 24 ore indetto su tre turni a poche ore dall'assemblea degli azionisti che domani definirà il prossimo CdA di acciaierie d'Italia. Manifestano in questo modo gli operai dello stabilimento dell'ex Ilva di Novi Ligure: un'iniziativa che ha avuto un adesione altissima e che si pone come obiettivo quello di avere garanzie sul futuro e chiedere rispetto degli accordi del 2018, completamente disattesi secondo i sindacati.

Ex Ilva di Novi, tre turni di sciopero da 8 ore

I lavoratori ex Ilva di Novi Ligure fanno sentire la propria voce con un presidio davanti allo stabilimento per chiedere certezze future e il rispetto degli accordi del 2018, completamente disattesi secondo i sindacati.

L'accordo del 3 settembre 2018 prevedeva 700 dipendenti, ad oggi i lavoratori di Novi Ligure sono 646 di cui 130 in cassa integrazione a rotazione. I sindacati non hanno firmato l'accordo proposto dall'azienda per il rinnovo della cassa integrazione, respingendo la motivazione di crisi di mercato, un dato che si contrappone al numero delle commesse. La speranza dei sindacati Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, insieme alle Rsu di Acciaierie Italia, è che con il nuovo CdA si possa intavolare una trattativa:

"Dopo l'incontro col Ministero dello Sviluppo Economico dello scorso 8 luglio non sono state date risposte né in merito al piano industriale e alle relative prospettive industriali e occupazionali del gruppo, né sulla gestione e manutenzione ordinaria dei siti produttivi. L’unica cosa chiara emersa è che Arcelor Mittal non intende corrispondere ai lavoratori l’una tantum del 3% prevista dall’accordo del 2018 in sostituzione del PDR, né discutere dell’integrazione alla Cassa Integrazione o dell’organico di Novi Ligure, da tempo sotto la soglia dei 700 previsti dallo stesso accordo. È paradossale che in un momento in cui c’è richiesta di acciaio sul mercato, con prezzi alle stelle, dopo aver dichiarato che l’azienda ha aperto l’anno in utile, si ricorre ancora agli ammortizzatori sociali, scaricando ancora una volta totalmente sui lavoratori i problemi. Da tempo nello stabilimento di Novi chiediamo interventi in materia di sicurezza, manutenzione impianti e ripristino dell’organico che ha visto la fuoriuscita di decine di persone dimesse. Adesso basta!".

LE IMMAGINI DEL PRESIDIO:

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