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ALESSANDRIA E PROVINCIA

Peste suina africana, cresce la preoccupazione degli allevatori e dei sindaci

Il sindaco di Costa Vescovato: "Sul problema dei cinghiali per decenni non si è fatto nulla".

Peste suina africana, cresce la preoccupazione degli allevatori e dei sindaci
Attualità Alessandria città, 28 Marzo 2022 ore 11:42

La peste suina africana continua a far discutere e preoccupare cittadini e, in particolare, gli amministratori locali e le aziende coinvolte dal virus che colpisce i cinghiali.

Cresce il numero dei capi positivi

E' notizia di poche ore fa, che i capi positivi al virus (che ricordiamo non ha alcun effetto sulla salute dell'uomo) sono cresciuti: ne sono stati riscontrati altri due in Liguria, a Rossiglione e Campo Ligure, in provincia di Genova.

Il numero totale, dall'inizio di dicembre, diventa quindi di 73 positivi, 41 in Piemonte e 32 in Liguria, tutti nella "zona di protezione II", nuova denominazione della "zona infetta" sulla base del recente Regolamento UE 2022/440 perché le positività riguardano soltanto cinghiali.

Il sindaco di Costa Vescovato: "Sul problema dei cinghiali per decenni non si è fatto nulla"

Sul problema dei cinghiali è intervenuto il sindaco (nonché agricoltore) Ottavio Rube di un comune dell'Alessandrino, Costa Vescovado:

"Sul problema dei cinghiali per decenni non si è fatto nulla e ora a pagare sono gli allevatori di questa zona".

Ottavio Rube

Il documento

Il primo cittadino, insieme a Gianni Repetto, ex presidente del Parco Capanne di Marcarolo e il veterinario Beppe Galmozzi di Rivanazzano, ha scritto un documento sulla peste suina africana con il quale chiede la riapertura delle strade bianche e dei sentieri segnalati.

Sempre il sindaco ha poi rimarcato ai media locali:

"Le realtà produttive sono in economicamente  in difficoltà. Molte di queste non possono adeguarsi alle misure di biosicurezza richieste. Servono subito fondi pubblici per evitare il fallimento di tante aziende essenziali per il nostro territorio e la nostra regione. Ci tengo a precisare, inoltre, che la maxi recinzione che è stata prevista per contenere i capi infetti, non risolverà nulla poiché i cinghiali passeranno lo stesso lungo i fiumi e le strade, per esempio. Si doveva fare qualcosa di più sugli abbattimenti".

Recinzione

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