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Rinvenuti a Voltaggio

Peste suina africana: morte sospetta di altri tre cinghiali nell'Alessandrino

Due sono stati trovati lungo la strada della Bocchetta, il terzo in val Morsone.

Peste suina africana: morte sospetta di altri tre cinghiali nell'Alessandrino
Attualità Novi e Arquata, 10 Gennaio 2022 ore 09:05

Altri tre cinghiali sono stati trovati senza vita nel territorio Alessandrino. Sulle cause della loro morte si sospetta la peste suina africana, patologia che ha già colpito due esemplari in provincia nel corso di questi ultimi giorni. Le carcasse degli ultimi tre ungulati sono state rinvenute nel Comune di Voltaggio.

Peste suina africana: morte sospetta di altri tre cinghiali nell'Alessandrino

Le carcasse dei tre cinghiali sono state rinvenute nel corso della mattinata di ieri, domenica 9 gennaio 2022, nel Comune di Voltaggio. Più precisamente due sono stati trovati lungo la strada della Bocchetta fra il ponte San Giorgio e cascina Carossina, il terzo, invece, è stato rinvenuto in val Morsone, vicino alla provinciale, in località Fontana.

Sulle cause della morte dei tre esemplari si sospetta ancora la peste suina africana, patologia che ha colpito già due ungulati nel corso degli ultimi giorni nell'Ovadese. Alle carcasse dei tre cinghiali trovati a Voltaggio, interrate poi con l'uso di calce, è stato prelevato lo zampino che verrà analizzato più nel dettaglio.

In questo momento sono sei gli ungulati trovati morti, cinque nell’Alessandrino e uno in provincia di Genova, a Isola del Cantone: per il primo rinvenuto a Ovada c’è la conferma che sia stata la peste suina africana la morte, per gli altri si attendono conferme, ma ci sarebbero pochi dubbi al riguardo.

"Serve una legge per il contenimento della fauna selvatica"

Dalla giornata di venerdì, 7 gennaio 2022, è in atto con massima attenzione un monitoraggio puntuale delle zone probabilmente coinvolte da casi su cinghiali di PSA (Peste Suina Africana), individuati tra il basso Piemonte e la Liguria.

In attesa della definizione delle aree del territorio da sottoporre a restrizioni per gestire i rischi associati alla diffusione della malattia, l'Istituto Profilattico e l'assessorato alla Sanità, supportato dall’Assessorato all'Agricoltura, si sono subito attivati per la gestione di questa emergenza.

Sono in corso continui e costanti confronti con il Ministero, che sarà prossimo ad emanare i dati ufficiali che riguardano le zone coinvolte e definire le azioni che saranno da intraprendere coinvolgendo i Comuni, le Province e anche gli Ambiti territoriali di caccia e le Aziende venatorie.

"Come in più occasioni richiesto ai Ministeri competenti dal Piemonte, insieme a tutte le altre Regioni, è necessario che le istituzioni preposte riprendano definitivamente in mano la legge 157/92 per adeguarla alle esigenze attuali con una riforma radicale della legge sulla fauna selvatica - sottolineano il presidente della Regione Alberto Cirio e l’assessore all’Agricoltura Marco Protopapa -. Con le norme attuali e la carenza di personale per il controllo non si è più in grado di contrastare il fenomeno di proliferazione dei cinghiali".

Nel limite delle possibilità concesse, a dicembre la Giunta regionale ha adottato per la prima volta una delibera che estende la possibilità per la stagione venatoria 2021-2022 di applicare dei piani di prelievo numerico-selettivi della specie cinghiale per il periodo compreso tra il 1° ed il 31 gennaio.

"L’intensificarsi dei casi di Peste Suina Africana (PSA) in tutta Europa - aggiungono il Presidente e l’Assessore - deve aumentare l’attenzione delle istituzioni ad ogni livello, anche UE, per tutelare le produzioni zootecniche e l'economia delle nostre aziende, attivando decisioni urgenti che mettano in condizione le Regioni di poter operare su questa annosa criticità".