ALESSANDRIA E PROVINCIA

Stato di agitazione alla Gualapack di Castellazzo Bormida

ADL Cobas: "Basta sfruttamento. E’ arrivato il momento che la famiglia Guala si assuma le proprie responsabilità e smetta di far lavorare all’interno del proprio stabilimento i dipendenti con una paga da fame"

Stato di agitazione alla Gualapack di Castellazzo Bormida

E’ stato aperto in data odierna, venerdì 18 agosto 2023, lo stato di agitazione di tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori di Ipat SRL che si occupano dei servizi di logistica all’interno dello stabilimento Gualapack di Castellazzo Bormida.

ADL Cobas tramite un comunicato stampa fa sapere:

“Le lavoratrici e i lavoratori qualche mese fa hanno deciso di abbandonare CGIL e CISL e di iscriversi alla nostra Organizzazione Sindacale per cercare di migliorare le loro condizioni lavorative, considerato che all’interno della stabilimento vi è una forte disparità contrattuale e salariale tra i dipendenti diretti Gualapack e i lavoratori in appalto. Ipat SRL, nonostante svolga attività di logistica nel sito, applica il CCNL delle pulizie che prevede una paga di poco più di 7 euro lordi l’ora. La logica degli appalti e dell’esternalizzazione di alcune produzioni conduce allo sfruttamento dei lavoratori che vengono sottopagati. Mentre nel paese si discute di salario minimo a 9 euro l’ora e di contratti pirata emerge in tutta la sua drammaticità la situazione di lavoratrici e lavoratori a cui viene applicato un contratto indecente firmato da CGIL, CISL e UIL ben distante da garantire quanto previsto dall’articolo 36 della Costituzione: “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a se’ e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa”. E’ stato effettuato un primo incontro con Ipat SRL durante il quale sono state riportate alcune problematiche e avanzate alcune richieste che non hanno ricevuto fino ad oggi alcuna risposta. La strategia dell’azienda è fin troppo chiara e prevede un continuo rimandare ogni decisione e continuare a prendere tempo. L’applicazione del CCNL logistica è la richiesta principale, non essendo accettabile che venga applicato il contratto delle pulizie a chi svolge mansioni di logistica. Le lavoratrici e i lavoratori chiedono anche l’introduzione di un ticket restaurant giornaliero e altre misure premianti che portino a un aumento dei salari. Inoltre le vite delle lavoratrici e dei lavoratori sono totalmente nelle mani del datore di lavoro, in quanto i turni vengono comunicati con scarsissimo anticipo e i giorni di riposo variano a seconda delle esigenze aziendali, rendendo impossibile programmarsi una vita al di fuori del posto di lavoro. Oltre a questi elementi chiave, è stata contestata all’azienda la pratica di sottrarre direttamente dalla busta paga dei dipendenti ingenti somme di denaro, che in alcuni casi arrivano fino a 4000 euro in due anni, per presunti danni effettuati sul lavoro, violando ciò che è previsto dal contratto applicato. Da ultimo Ipat SRL ha negato lo svolgimento dell’assemblea sindacale all’interno del posto di lavoro indetta regolarmente dalla nostra Organizzazione Sindacale. Si è deciso così l’apertura dello stato di agitazione con richiesta di un incontro congiunto con Ipat e il committente Gualapack. E’ arrivato il momento che la famiglia Guala, considerata da sempre nella città di Alessandria la “borghesia illuminata progressista”, si assuma le proprie responsabilità e smetta di far lavorare all’interno del proprio stabilimento lavoratrici e lavoratori con una paga da fame e a cui vengono calpestati i più elementari diritti sanciti dallo Statuto dei Lavoratori”.