La valorizzazione del patrimonio cittadino passa anche attraverso la collaborazione tra associazioni, cultura e impegno sociale. Con questo spirito nasce la cena benefica in programma il 18 giugno al Chiostro di Santa Maria di Castello, organizzata da Idee in Fuga insieme a Radici Urbane Festival.
Una cena per il Chiostro
L’iniziativa punta a raccogliere fondi destinati alla manutenzione e alla riqualificazione di uno dei luoghi più rappresentativi del centro storico di Alessandria. Un progetto che guarda oltre il semplice sostegno economico e che intende trasformare una serata conviviale in un’occasione di incontro tra cittadini, realtà associative e operatori culturali.
Per Idee in Fuga si tratta anche di una naturale evoluzione delle esperienze maturate negli anni scorsi con le cene organizzate nel Lupoleto di San Michele. Oggi, a seguito dei cambiamenti che hanno interessato la struttura carceraria, quelle attività non sono più realizzabili nello stesso contesto. Da qui la scelta di portare l’iniziativa nel cuore della città, all’interno di un festival che fa della collaborazione e della partecipazione i propri punti di forza.
La serata sarà caratterizzata da un menù originale ideato attorno al tema delle “radici”, richiamo diretto all’identità del festival. Ogni portata racconterà un legame con il territorio e con la sua tradizione gastronomica, reinterpretata in chiave contemporanea.
Accanto alla proposta culinaria troveranno spazio anche esposizioni artistiche e momenti di incontro con protagonisti della scena culturale locale. Un modo per trasformare il Chiostro in un luogo vivo e aperto, capace di ospitare linguaggi differenti e di favorire nuove connessioni.
L’obiettivo finale è costruire una rete concreta tra associazioni, artisti e cittadini, dimostrando come la collaborazione possa diventare uno strumento efficace per valorizzare gli spazi comuni e rafforzare il senso di appartenenza alla comunità.
Dal carcere al lavoro
Dietro i numeri del sistema penitenziario esistono storie di persone che cercano una seconda possibilità. È da questa consapevolezza che prosegue il lavoro della cooperativa legata all’associazione Idee in Fuga, impegnata da anni nella formazione e nell’inserimento lavorativo di detenuti ed ex detenuti.
La recente trasformazione del carcere di San Michele, destinato ad accogliere detenuti sottoposti al regime del 41-bis, ha comportato la chiusura di molte attività che negli anni avevano rappresentato importanti occasioni di crescita e responsabilizzazione. Laboratori, percorsi professionali e iniziative produttive hanno dovuto essere ripensati o trasferiti altrove.
Nonostante le difficoltà, il progetto non si è fermato. Alcune attività stanno trovando una nuova collocazione all’esterno della struttura penitenziaria, consentendo di mantenere occupazione e continuità ai lavoratori coinvolti.
L’idea alla base del percorso è semplice: offrire strumenti concreti per costruire un futuro diverso. Lavoro, formazione e responsabilità diventano così elementi fondamentali per favorire il reinserimento sociale e ridurre il rischio di ricadute.
I risultati raccontati durante la trasmissione confermano l’efficacia di questo approccio. Le persone che hanno partecipato a percorsi lavorativi strutturati mostrano percentuali di recidiva significativamente inferiori rispetto a chi esce dal carcere senza opportunità di reinserimento.
Negli ultimi anni la cooperativa ha inoltre ampliato il proprio raggio d’azione, collaborando con l’Ufficio Esecuzione Penale Esterna e offrendo percorsi a persone sottoposte a misure alternative o in detenzione domiciliare.
Una crescita testimoniata anche dai numeri occupazionali: da due a ventidue dipendenti in pochi anni. Un risultato che conferma come investire nel lavoro e nell’inclusione non rappresenti soltanto un valore sociale, ma anche una scelta efficace per costruire maggiore sicurezza e coesione nella comunità.
Radici Urbane, il festival che scommette sui giovani
Cinema, letteratura, musica e partecipazione civile. Sono questi gli ingredienti di Radici Urbane Festival, manifestazione che torna ad Alessandria con la sua seconda edizione e con l’ambizione di trasformare la cultura in uno strumento di dialogo tra generazioni.
Nato dall’esperienza dell’associazione Requiem for a Film, il festival è cresciuto rapidamente grazie all’impegno di un gruppo di giovani che ha scelto di mettere le proprie competenze al servizio della città. L’obiettivo non è soltanto organizzare eventi, ma creare occasioni di incontro tra realtà locali e ospiti provenienti da tutta Italia.
Il programma prevede appuntamenti dedicati alla musica, alla narrativa, alla divulgazione culturale e al confronto pubblico. Accanto agli ospiti nazionali, un ruolo centrale sarà riservato alle associazioni e ai talenti del territorio, in una logica di collaborazione che rappresenta uno dei tratti distintivi della manifestazione.
Tra i temi emersi durante la presentazione del festival c’è anche il rapporto tra giovani e partecipazione. Gli organizzatori respingono l’immagine di una generazione disinteressata o chiusa nel mondo digitale e rivendicano invece il desiderio di creare, sperimentare e contribuire attivamente alla vita culturale della comunità.
Fondamentale, secondo questa visione, è il dialogo tra generazioni: ai giovani servono spazi per esprimersi, ma anche il sostegno e l’esperienza di chi ha già maturato un percorso professionale e umano.
La cultura viene così interpretata come un luogo di confronto e crescita. Un’idea che trova ispirazione anche nelle opere di autori come Pier Paolo Pasolini e Italo Calvino, richiamati come esempi di pensiero critico e indipendente.
Radici Urbane punta proprio a questo: mettere in relazione linguaggi diversi, favorire nuove idee e contribuire a costruire una comunità più aperta, consapevole e partecipativa. Un progetto che guarda al futuro senza dimenticare le proprie radici.