Il commento

Amazon ad Alessandria: "No sfruttamento, chiediamo garanzie"

Il partito "ItalExit con Paragone" di Alessandria si è espresso sulla questione del nuovo polo logistico di Amazon che verrà realizzato a Porta Marengo.

Amazon ad Alessandria: "No sfruttamento, chiediamo garanzie"
Cronaca Alessandria città, 22 Gennaio 2021 ore 13:04

Jeff Bezos approda al Retail Park di Porta Marengo di Alessandria. Nei giorni scorsi hanno preso avvio i lavori che porteranno alla realizzazione di un grande hub destinato ad accogliere ed a smistare ingenti quantità di merci con diverse destinazioni nel nostro Paese. Solo qualche mese fa il colosso americano ha realizzato un polo logistico a Genova Campi e se ne appresta a realizzare un secondo a Novara che sarà pronto per l’autunno.

Il commento di ItalExit sul nuovo polo Amazon ad Alessandria

Amazon Logistics è pronta a partire con un nuovo polo anche ad Alessandria. Una struttura di 8mila metri quadri che verrà realizzata alle spalle del Retail Park di Porta Marengo, alle porte di Alessandria e a fianco della tangenziale che porta ad Acqui Terme. L'azienda di Jeff Bezos è pronta a creare più di 100 nuovi posti di lavoro a tempo indeterminato nel territorio Alessandrino, garantendo così il più alto grado di efficienza a chi usufruisce del servizio.

A seguito della notizia dell'arrivo di Amazon sono state tante le reazioni tra chi guarda con soddisfazione all'evento e chi invece si oppone. Da questo secondo punto di vista, si è espresso con queste parole il partito politico di Alessandria "ItalExit con Paragone":

"Dall’inizio della pandemia le cose si stanno evolvendo a gran velocità. Gli acquisti online, per comodità e convenienza economica, vivono un successo crescente e stanno radicalmente cambiando le nostre abitudini di vita, non solo quelle di consumo. La digitalizzazione spinta e il capitalismo immateriale stanno trasformando la nostra economia e, tra esigenze di tempo e di risparmio, si guarda al tutto ed ora, rimandando ad una data indefinita le opportune riflessioni sul futuro che ci attende. Così, complice una situazione che indubbiamente sta rendendo gli obiettivi di espansione di Amazon molto più a portata di mano, nessuno, in piena crisi economica e soprattutto occupazionale, ha il coraggio di porsi qualche lecito dubbio circa il modello di economia che stiamo accogliendo a braccia aperte. Chiediamo garanzie per il futuro dei nostri figli ma poi strizziamo l’ occhio a forme di sfruttamento della manodopera che dovrebbero quantomeno solleticare la nostra indignazione. Siamo pronti a combattere l’ evasione con ogni mezzo, poi ci vengono garantiti un po’ di spiccioli sul conto corrente e siamo pronti a diventare complici delle multinazionali e dei loro paradisi fiscali a colpi di click. Paradisi non oltreoceano, ma a 2 ore di aereo da noi, in un’ Europa che ci chiede austerità senza garantirci equità.  Ma si sa, le esigenze di risparmio sono sempre più sentite in tempo di crisi e qualsiasi mezzo può servire a legittimare le nostre scelte di consumo. Almeno, proviamo ad essere consapevoli di quello che ci attende in un prossimo futuro. Città dormitorio, senza negozi o piccoli artigiani. Lavoro per pochi e molti anche mal pagati. Economia gestita da grandi colossi che dettano le regole per tutto. Una politica irrilevante, perché le decisioni vengono prese altrove. Mentre scriviamo ci rendiamo conto che questo futuro è già fuori dalle nostre porte. Pensiamoci quando chiederemo più libertà, più giustizia, più democrazia. Siete proprio sicuri di voler dare questo ai vostri figli?".

Amazon non rinnova il contratto, il magazziniere costretto a vivere in camper

Come riporta "Prima Rovigo", lo scorso 10 gennaio aveva fatto scalpore la storia del dipendente costretto a vivere in camper nel parcheggio della ditta, proprio per l’impossibilità (con il contratto somministrato) di pagare un affitto. Ora il contratto di tre mesi con il colosso Amazon è finito ma non gli è stato rinnovato e il magazziniere si trova senza lavoro.

Nello specifico un 58enne, di Ferrara, magazziniere di Amazon era costretto a vivere nel parcheggio dello stabilimento di Rovigo. Era un addetto allo stoccaggio e la sua mansione era quella di sistemare la merce in arrivo negli armadi robotizzati. Il suo contratto però è scaduto il 7 gennaio 2021 e quando ha chiamato l’agenzia interinale che gestiva la sua posizione, gli è stato comunicato che la sua avventura in Amazon finiva con il termine del contratto a tempo determinato di tre mesi. Ora il 58enne si trova ad essere disoccupato e teme che il mancato rinnovo del suo contratto sia dovuto al fatto che ha raccontato la sua storia ai media. L’uomo ha precisato più volte che lui non ha mai criticato l’azienda che gli forniva il lavoro ma che lui aveva mosso una critica al sistema di lavoro fondato sul precariato. Ora il 58enne lancia un appello: “Datemi un lavoro”. Non era mancata però la risposta dei vertici aziendali di Amazon:

"Siamo orgogliosi delle condizioni di lavoro che offriamo ai nostri dipendenti. Amazon è un business stagionale e durante i periodi di picco assumiamo dipendenti con contratti di lavoro a tempo determinato, che percepiscono lo stesso salario base dei dipendenti a tempo indeterminato, a parità di livello di inquadramento. Pertanto, con riferimento al caso del dipendente, precisiamo che non si tratta di un licenziamento, ma del raggiungimento della data di scadenza del contratto, data di cui ogni lavoratore viene messo a conoscenza sin dall’inizio della propria attività di collaborazione con l’azienda. Inoltre, sottolineiamo che oltre l’80% dei dipendenti del centro di distribuzione situato nei comuni di Castelguglielmo e San Bellino è domiciliato al massimo a 30 minuti di auto dal sito e, nei mesi scorsi, è stato messo a disposizione anche un servizio aggiuntivo di navette".