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Canile abusivo scoperto nell’Alessandrino: salvati 30 cani

Una persona denunciata per maltrattamento. Sequestrati trenta cani. L'invito rivolto alla comunità a chi vorrà accoglierli

Canile abusivo scoperto nell’Alessandrino: salvati 30 cani
Alessandria città, 25 Febbraio 2019 ore 09:41

L’intervento delle guardie zoofile Enpa e Oipa, in collaborazione con i carabinieri della stazione di Valenza e il servizio veterinario, ha permesso di scoprire un canile abusivo nell’Alessandrino (immagine di repertorio).

Canile abusivo, una persona denunciata per maltrattamenti

Sequestrata una trentina tra cuccioli e adulti, di piccola e media taglia, una persona è stata denunciata per maltrattamento.

Gli animali, tenuti in pessime condizioni, alcuni malati, sono stati dati in custodia all’Associazione Ata di Alessandria che si è resa disponibile ad accoglierli con il supporto dell’Ufficio Welfare Animale del Comune di Alessandria.

L’invito rivolto alla comunità

“E’ mia intenzione – fa sapere Giovanni Barosini, assessore comunale alessandrino al Welfare animale – impegnarmi nel miglioramento dei servizi per prevenire tali situazioni. Gli animali saranno successivamente affidati a chi vorrà accoglierli con amore: invito gli interessati a recarsi personalmente al rifugio comunale Cascina Rosa”.

In caso di maltrattamento

Nel caso si sia testimoni diretti o indiretti di un caso di maltrattamento di animali è necessario, in quanto illecito previsto dall’art. 544-ter del codice penale, sporgere denuncia (orale o scritta) presso un qualsiasi organo di polizia giudiziaria (Polizia, Carabinieri, Polizia Municipale, Corpo Forestale, Polizia Provinciale ecc.), o presso la cancelleria del Procuratore della Repubblica.

La Polizia giudiziaria è obbligata a riceverla e ad accertare il reato per impedire che questo venga portato ad ulteriori conseguenze (art. 55 c.p.p.).

La denuncia deve contenere i dati del denunciante (non è consentito l’anonimato), una precisa esposizione dei fatti, l’indicazione dei responsabili e degli elementi che possano condurre all’individuazione di essi (è comunque possibile agire “contro ignoti”), i nomi di eventuali testimoni, infine la data e la sottoscrizione.

Viene considerata reato anche l’uccisione di animali propri. L’uccisione gratuita è punita a norma dell’art. 544-bis c.p. , uccisione di animali: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da tre mesi a diciotto mesi.”

 

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