Il carcere, luogo di detenzione e teorica riabilitazione, si sta trasformando in una fucina di tossicodipendenza e criminalità.
Le continue rivolte nelle carceri
La denuncia arriva da forze politiche e dagli agenti di polizia penitenziaria che pongono anche l’attenzione sulle continue rivolte nelle carceri italiane, l’ultima quella di Torino.
Rivolte, organizzate per le conduzioni invivibili delle case di reclusione, dicono i sindacati, ma orchestrate con precisione grazie ad una rete di smartphone che entrano illegalmente nelle carceri.
Servizio di Cristiana Zanetto