Tutti in cassa integrazione

Cerutti, presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento di Casale Monferrato

A rischio ben 130 dipendenti dell'azienda che, lo scorso lunedì 15 febbraio 2021, sono stati posti in cassa integrazione perché "l’azienda produce perdite di esercizio troppo rilevanti".

Cerutti, presidio dei lavoratori davanti allo stabilimento di Casale Monferrato
Cronaca Monferrato, 17 Febbraio 2021 ore 11:54

Lo scorso lunedì 15 febbraio 2021 i sindacati sono stati contattati con urgenza per partecipare a una riunione in modalità call conference per conto dell’amministrazione del nuovo Gruppo Cerutti e dei curatori fallimentari.

“Nella riunione – scrivono le sigle di categoria di Cgil, Cisl e Uil provinciali di Vercelli e Alessandria – ci è stato comunicato che dal giorno successivo, martedì 16 febbraio, tutti i lavoratori della nuova società sarebbero stati posti in cassa integrazione".

Nel corso della mattinata di oggi, mercoledì 17 febbraio 2021, ha preso avvio il presidio di tutti i dipendenti davanti allo stabilimento di Casale Monferrato.

Lavoratori in cassa integrazione

Nella riunione avvenuta lunedì 15 febbraio 2021 tra l'amministrazione del nuovo Gruppo Cerutti e le organizzazioni sindacali è stato comunicato che a partire dal giorno successivo, ossia martedì 16 febbraio 2021, tutti i dipendenti della nuova società sarebbero stati posti in cassa integrazione.

"Alla richiesta di spiegazione - spiegano dai sindacati - ci è stato riferito che l’azienda produce perdite di esercizio troppo rilevanti e che, essendo stata aperta una procedura di asta della stessa società per la quale nessuna offerta vincolante era stata presentata, le manifestazioni di interesse non erano sufficienti a garantire la continuazione delle produzioni. Come sindacato dei lavoratori questa notizia ci ha amareggiato, in quanto nei precedenti incontri con la direzione aziendale ci era stato presentato un piano che stava andando avanti, seppur a rilento, ma che sostanzialmente non avrebbe avuto problemi e che addirittura avrebbe necessitato di aumento del personale per sopperire ai picchi produttivi. A giugno si era siglato un accordo, garantito da un piano industriale, con undici commesse assicurate o comunque accompagnate da affidi. La domanda che sorge spontanea è: cosa è successo? Durante le assemblee abbiamo visto lo stato di avanzamento di un macchinario molto grosso, sul quale i lavoratori dicono che in pochi giorni sarebbe stato pronto per essere inviato al cliente; nonostante questo, a commessa quasi finita, si è deciso di fermare ogni attività".

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Presidio fuori dallo stabilimento di Casale

Nel corso della giornata di oggi, mercoledì 17 febbraio 2021, è iniziato questa mattina il presidio permanente, organizzato da Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil, davanti ai cancelli della Cerutti a Casale Monferrato in via Adam.

"Abbiamo chiesto risposte - continuano le sigle sindacali -, ma al momento siamo stati rinviati a un esame congiunto che sarà fatto appena verrà notificato l’Ex Art 47 con conseguente cessazione di affitto di ramo di azienda, che nei fatti congelerà la situazione degli oltre 130 dipendenti in attesa di un’offerta concreta. In caso contrario, le sorti dei lavoratori sono incerte come quelle degli oltre 160 lavoratori dello stabilimento di OMG Cerutti di Vercelli, per i quali gli ammortizzatori sociali scadranno nel mese di marzo e per i quali ci sarà un incontro con i curatori nella giornata di venerdì, in cui capiremo le volontà della procedura di fallimento. Nei prossimi giorni verrà effettuato un presidio permanente presso i cancelli della nuova società Cerutti, simbolo di un accordo con i lavoratori che doveva costituire un percorso di ricostruzione della storica società. Prenderemo contatti con i sindaci e i prefetti delle città di Casale Monferrato e Vercelli, la Regione Piemonte il Mise. Come sindacato abbiamo fatto tutto quello che la normativa poteva permettere e continueremo con le iniziative di sensibilizzazione. Ci aspettiamo che le istituzioni sopracitate intervengano per evitare questa tragedia".