Ancora violenza all’interno del carcere di Torino, dove un detenuto di nazionalità egiziana ha tentato di aggredire un altro recluso lavorante mentre veniva accompagnato presso il cortile passeggi.
L’aggressione nel carcere di Torino
Come spiegato da Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, e Vicente Santilli, segretario regionale del Sappe per il Piemonte, nel corridoio del reparto il detenuto si è scagliato contro l’uomo impugnando un pezzo di plexiglass utilizzato come una vera e propria lama artigianale.
L’intervento di due appartenenti alla Polizia Penitenziaria ha impedito che l’aggressione potesse avere conseguenze drammatiche e persino letali, ma i due agenti hanno riportato lussazioni e lievi ferite. Determinante è stato anche il contributo di altri due detenuti presenti, che hanno cercato di placcare l’ira dell’uomo, già noto per essere stato in più occasioni responsabile e promotore di eventi critici nel corso della detenzione.
I dirigenti del Sappe lancianoun nuovo e duro grido d’allarme alle istituzioni: “Non si può continuare a chiedere agli uomini e alle donne della Polizia Penitenziaria di operare quotidianamente in condizioni sempre più difficili, con organici insufficienti, carichi di lavoro insostenibili e una crescente aggressività da parte della popolazione detenuta. Lo Stato non può lasciare soli coloro che rappresentano il primo presidio di legalità e sicurezza nelle carceri italiane”.
Capece e Santilli tornano quindi a sollecitare interventi immediati e concreti: “Ribadiamo con forza la necessità di adottare misure straordinarie per garantire l’ordine e la sicurezza negli istituti penitenziari. È inoltre indispensabile procedere all’espulsione dei detenuti stranieri che si rendono responsabili di gravi episodi di violenza all’interno delle nostre carceri, facendo loro scontare la pena negli istituti dei rispettivi Paesi d’origine, attraverso accordi internazionali efficaci e realmente applicati. Chiediamo conto ai Sottosegretari di Stato delegati Alberto Balboni e Andrea Ostellari di cosa intendano fare concretamente per porre un freno a queste continue violenze, soprattutto quando vengono commesse da detenuti stranieri. Il senatore Balboni si è insediato da tempo, dispone di una delega importante sulla Polizia Penitenziaria, ma non ha ancora ritenuto opportuno ascoltare chi rappresenta le donne e gli uomini del Corpo che operano quotidianamente in prima linea negli istituti del Paese. Il senatore Ostellari aveva assunto l’impegno di favorire le espulsioni dei detenuti violenti o, comunque, di prevedere un regime penitenziario differenziato per i soggetti maggiormente pericolosi: ad oggi, però, è tutto come prima”.