Operazione "Piazza Pulita"

Dipendenti alessandrini senza stipendio, nei guai impresa di pulizie torinese

La Guardia di Finanza di Torino, su mandato emesso dal Giudice del Tribunale di Ivrea, ha attuato un sequestro di denaro e beni per oltre 29 milioni di euro alla Manitalidea s.p.a.

Dipendenti alessandrini senza stipendio, nei guai impresa di pulizie torinese
Alessandria città, 12 Novembre 2020 ore 09:35

Sequestro preventivo di denaro e beni per oltre 29 milioni di euro. E’ questo ciò che la Guardia di Finanza di Torino ha prelevato su mandato del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Ivrea, al termine di complesse indagini per reati tributari nei confronti degli ex rappresentanti legali della Manitalidea s.p.a.. La società torinese aveva vinto l’appalto da Rfi per i servizi di pulizia della stazione di Alessandria, ma gli otto dipendenti a suo carico non percepivano lo stipendio dall’ottobre 2019 e, lo scorso febbraio, hanno denunciato il fatto alle autorità giudiziarie.

Dipendenti servizi di pulizia alessandrini lavoravano senza stipendio

La vicenda finanziaria tocca anche la città di Alessandria. Lo scorso febbraio otto dipendenti della Manitalidea s.p.a., società torinese che aveva l’appalto da Rfi per i servizi di pulizia della stazione alessandrina, avevano segnalato di lavorare senza percepire lo stipendio dall’ottobre 2019. Il caso era stato denunciato dal segretario di categoria della Uil, Angelo Barrocu, insieme ai diretti interessati, anche se i dipendenti avevano comunque scelto di non interrompere il servizio. Rfi non aveva rinnovato, alla scadenza, l’appalto a Manitalidea e, dal 17 gennaio 2020, gli otto dipendenti erano passati sotto un’altra società. La società, ora incriminata, aveva ottenuto l’appalto grazie a un ribasso d’asta del 40%.

Rubavano il bonus Renzi ai propri dipendenti, sequestri a Torino

Come riporta Prima Torino, è stato emesso un mandato dal Giudice del Tribunale di Ivrea nei confronti degli ex rappresentanti legali della Manitalidea s.p.a., società eporediese leader nella fornitura di servizi di facility management e consulenza gestionale, i quali sono stati denunciati per reati tributari di omesso versamento di ritenute dovute o certificate e indebita compensazione dal 2016 al 2019, per un ammontare complessivo superiore a 29 milioni di euro. Le attività di indagine, coordinate dal Procuratore della Repubblica di Ivrea, Dott. Giuseppe Ferrando, dirette dal Sostituto Procuratore, Dott. Alessandro Gallo, sono state condotte dai finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Torino.

I motivi delle indagini della Finanza

Numerose sono state le fattispecie ipotizzate a carico degli indagati, ritenute connotate da serialità e persistenza, che hanno portato all’emissione del provvedimento giudiziario:

  • Primariamente, sarebbero stati omessi per oltre 25 milioni di euro i versamenti dovuti al Fisco per le ritenute d’imposta operate dall’impresa sugli stipendi dei dipendenti e sui compensi dei professionisti.
  • In secondo luogo, per abbattere le somme dovute dall’impresa all’Erario, sarebbero anche stati utilizzati crediti d’imposta non spettanti o inesistenti, per oltre 4 milioni di euro. Il meccanismo del credito d’imposta consente ad un’azienda di compensare i debiti fiscali con i crediti che lo Stato riconosce per queste tipologie di investimenti, spese o erogazioni. In questo caso, le compensazioni sarebbero state effettuate facendo figurare crediti per attività di ricerca e sviluppo nel 2018 e 2019, senza dimostrarne con evidenze documentali l’avvenuta esecuzione, per quasi 3,5 milioni di euro.
  • Per ultima istanza, sarebbero state effettuate compensazioni d’imposta per oltre 650 mila euro per l’inesistente erogazione degli 80 euro mensili del cosiddetto “Bonus Renzi” nella busta paga dei dipendenti, in mancanza dei relativi pagamenti.

Le operazioni di sequestro

I militari del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Torino hanno così avviato le indagini finanziarie e patrimoniali finalizzate all’individuazione delle ricchezze illecitamente accumulate evadendo i tributi. La fase esecutiva della misura cautelare ha consentito di sottoporre a sequestro le somme di denaro depositate in una cinquantina di conti correnti e rapporti finanziari presso numerosi intermediari, anche all’estero. Attraverso canali di cooperazione internazionale, i finanzieri hanno infatti individuato e bloccato le disponibilità di un indagato su un conto corrente acceso presso un istituto di credito in Francia. Sequestrati anche 7 immobili nelle province di Torino, Napoli e Latina, quote di 3 società con sede nelle province di Torino e Roma e 5 motociclette supersportive di valore.

Le attività in rassegna si collocano nell’ambito dell’azione quotidianamente svolta dalla Guardia di Finanza per la ricerca e repressione degli illeciti di natura economico-finanziaria, che producono effetti negativi sull’economia e ostacolano la libera concorrenza tra le imprese.

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