Droga e ristoranti: la donna del “boss” e il suo “scagnozzo” arrestati a Novi

Spaccio di droga grazie a rete di ristoranti come "lavatrici".

Droga e ristoranti: la donna del “boss” e il suo “scagnozzo” arrestati a Novi
Novi e Arquata, 20 Febbraio 2019 ore 15:27

Nel periodo di Natale era finito in manette il “boss” Domenico Dattola (le virgolette indicano naturalmente un utilizzo un po’ iperbolico del termine, nei confronti di questo presunto criminale di provincia), ovvero la “mente” di un giro criminale che – questa la tesi della Procura di Alessandria –  ruotava attorno allo spaccio di droga anche grazie a una rete di ristoranti intestati a prestanome utilizzati come “lavatrici”. A distanza di pochi mesi è finita dietro le sbarre anche la moglie, Carmen Scaffini (insieme nella foto), che nel frattempo aveva ripreso in mano il “business” e si portava in giro il “gorilla” Salvatore Romano per riuscire a riscuotere (con le cattive) i debiti pregressi di droga del consorte.

Carabinieri di Novi in gran spolvero

A stroncare l’attività “di famiglia” ci hanno pensato i Carabinieri della Compagnia dei Carabinieri di Novi Ligure, in collaborazione con i colleghi del Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Alessandria. Sia la 41enne che il complice 43enne si trovano ora in carcere.

A dicembre era scattata una denuncia anche per 12 persone oltre al sequestro preventivo delle quote di 3 società e di una ditta individuale operanti nel settore della ristorazione, conti bancari e due autovetture.

Droga e ristoranti: come se niente fosse…

Il bello è che dopo la bufera, la donna del capo ha continuato come se niente fosse… anche, ne sono sicuri gli inquirenti, col ricorso sistematico all’intestazione fittizia di società e ditte individuali per riciclare i proventi dello spaccio di stupefacenti.

Tra le “basi” il ristorante/pizzeria “Bandiera”, in corso Marenco a Novi Ligure, già oggetto di sequestro preventivo nel dicembre del 2018 e di altri locali/ristoranti che godevano di buona visibilità commerciale e di un’alta affluenza di avventori.

La Scaffini organizzava vere e proprie “spedizioni punitive” nei confronti dei debitori, con Romano. Al momento dell’arresto i militari le hanno trovato in casa anche 750 grammi di marijuana (nella foto).

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