cronaca

Ennesima aggressione nel carcere di Torino: agente colpito alla testa da un detenuto

I sindacati ribadiscono la necessità di interventi immediati e strutturali per ristabilire condizioni minime di sicurezza e legalità all’interno dell’istituto

Ennesima aggressione nel carcere di Torino: agente colpito alla testa da un detenuto

Ancora un grave episodio di violenza ai danni del personale di Polizia Penitenziaria presso la Casa Circondariale di Torino.

Ancora violenza nel carcere di Torino

Intorno alle ore 13 di ieri, giovedì 5 febbraio, durante le operazioni di chiusura, un detenuto di origine marocchina, ristretto presso la 9ª sezione del Padiglione B, si è rifiutato di rientrare in cella, iniziando a urlare e a inveire contro un agente di Polizia Penitenziaria. Nel corso del confronto, il detenuto si è posto faccia a faccia con l’agente e lo ha colpito violentemente con una testata al naso.

Il detenuto è stato successivamente allontanato, mentre l’agente aggredito è stato accompagnato presso il Pronto Soccorso dell’Ospedale Maria Vittoria per accertamenti diagnostici, compresi esami radiologici, dove gli è stato diagnosticato un trauma cranico con contusione, con una prognosi di tre giorni.

“Il Padiglione B si conferma una zona franca della violenza – commenta  Vicente Santilli, segretario nazionale per il Piemonte del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE) -. Una realtà ormai fuori controllo, dove il personale di Polizia Penitenziaria è costretto a operare in condizioni di emergenza permanente, senza tutele adeguate, con organici insufficienti e livelli di stress insostenibili. I poliziotti sono esausti, esasperati e abbandonati dalle istituzioni”.

“Proprio il 4 febbraio – dichiara il Segretario Generale dell’OSAPP, Leo Beneduciabbiamo inviato una nota ufficiale al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria nella quale abbiamo rappresentato le tante e gravissime criticità del carcere di Torino, chiedendo un’ispezione immediata. Il Padiglione B è ormai completamente fuori controllo: un vero inferno. I detenuti spadroneggiano, appiccano incendi, mettono in atto continue provocazioni e, sempre più spesso, aggrediscono violentemente il personale. Una situazione mai vista prima, dove il controllo sembra completamente venuto meno e regna il caos.”